Forum Verso La Sinistra Europea - Sezione Ligure
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Soddisfazione per il no al terzo valico, preoccupazione per la gronda
 
Comunicato stampa

Grande soddisfazione per il definitivo (si spera) stop al terzo valico ferroviario (TAV) ma preoccupazione per l’avanzamento dell’iter per la Gronda di Ponente (la vecchia bretella autostradale Voltri - Rivarolo gia’ bocciata 15 anni or sono). Questo ulteriore tratto autostradale impattera’ in modo sconvolgente sui quartieri del ponente genovese, (Vesima, Voltri, Pra, Varenna, Chiaravagna, Rivarolo) gia’ gravato da molte servitu’ (petrolio, petrolchimico, porto container, discarica rifiuti solidi urbani e, forse, inceneritore). Una nuova autostrada vicinissima all’abitato. La scelta e’ dovuta a tre elementi fondamentali:

1. non si pensa di spostare traffico su gomma a traffico su rotaia, sono la paolo di fatto i lavori per il metro’ a cielo aperto nel ponente cittadino che si potra’ fare solo se si completera’ la bretella ferroviaria Voltri - Borzoli su Piazza Principe, ne’ avanza un piano credibile di incentivo del trasporto pubblico su gomma su cui incombe la mannaia di un ulteriore rincaro dei titoli di viaggio.

2. in mancanza di questa politica urbanistica , dato che il traffico che coinvolge il nodo genovese e’ prevalentemente urbano, ogni tracciato che si allontani dall’abitato diventa sempre meno appetibile dal punto di vista trasportistico, oltre che maggiormente impattante per gli scavi nell’appennino e nuovi riempimenti portuali. La necessita’ di dare una risposta al traffico indotto dal porto di Genova e’ evidentemente falsa, perche’ Genova sta a sud della Val Padana, mentre la bretella autostradale va in direzione Ovest - Est.

3. il ponente cittadino e’ percepito dai governi di centro sinistra come territori elettoralmente sicuri su cui poter scaricare gli effetti di tutti gli interventi scomodi che il ’salotto buono’ della citta’ (giustamente) rifiuta.

Centinaia di persone rischiano di perdere la propria casa, territori interi, alcuni ancora vivibili, verranno devastati, tonnellate di terra riempiranno il mare a Sampierdarena o a Voltri.

Ma c’e’ ancora tempo per contrastare questa follia, mobilitando le forze sane della citta’ a un diverso modello economico e sociale. Ne parleremo in campagna elettorale.