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Novembre 05, 2009 by
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Sinistra Europea - PRC: approvare la “Variantona” senza stravolgerla
Si sta avvicinando il momento dell’approvazione della variante AL P.U.C. che permetterebbe di affrontare la revisione del Piano Urbanistico Comunale in modo coerente con gli indirizzi di pianificazione del territorio approvati a inizio anno. In particolare si è convenuto che sia opportuno evitare di consumare altro territorio, preservando le aree libere e permettendo di “costruire sul costruito”. E’ per questo che , sia con l’individuazione della zona verde, oltre la quale bisogna prestare massima attenzione a non aumentare la cementificazione, sia con la salvaguardia estrema delle aree di conservazione, si stabilisce di uscire dalla stagione politica in cui imprenditori compravano immobili da non ristrutturare per cercare di costruire in aree di alto pregio ambientale. Ciò ha causato innumerevoli ricorsi al Tribunale Amministrativo, per lo più conclusi con la vittoria dei cittadini contro i proponenti e la stessa Amministrazione comunale. D’ora in poi, di conseguenza, le aree su cui i volumi demoliti potranno essere ricostruiti dovranno essere preventivamente individuate, diffuse sull’intero territorio cittadino, secondo il disegno urbanistico dell’Amministrazione. E’ per questo motivo che trovo inopportuno proporre deroghe puntuali a questa variante. Sarà difficilissimo spiegare che si permette a qualcuno di costruire in deroga alla linea verde nella valletta del Rio Penego, ad esempio, e negare ad altri tale possibilità in aree analoghe. Auspico che il Consiglio Comunale sia in grado di approvare documenti coerenti.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC
Tags: Antonio BrunoGenovavariante al puc
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Comunicati stampa, Genova
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Ottobre 12, 2009 by
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Genova, 12/10/09
Comunicato stampa
Variantona al PUC: evitare lo scambio via Puggia - via Shelley
La proposta di Variante al PUC genovese, che dovrebbe salvaguardare le aree libere e le colline dal cemento, è a forte rischio. All’offensiva lanciata dal Presidente della Consulta per l’edilizia Davide Viziano, molto più subdolamente stanno seguendo operazioni per snaturare la variante, o perlomeno, salvare qualche lottizzazione. In questo contesto si segnalano le grandi manovre per realizzare uno “scambio” sgradevole: via Puggia con via Shelley. Questi due progetti sono promossi da diverse aree politiche, che temo potrebbero trovare un accordo che risponda alle loro esigenze e non a quelle del territorio. Al fine di promuovere la vivibilità e difenderci dal dissesto idrogeologico, (analogamente a tante aree libere del levante cittadino che vengono salvaguardate dal cemento), le aree di via Puggia – via Shelley, verrebbero invece entrambe salvate dalla Variantona
Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
Tags: variante al pucvia Puggia. via Shelley
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Comunicati stampa, Genova
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Ottobre 08, 2009 by
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Comunicato stampa
Interessi corporativi all’assalto della variantona di salvaguardia del territorio genovese
La proposta di Variante al PUC genovese, che dovrebbe salvaguardare le aree libere e le colline dal cemento è a forte rischio. All’offensiva lanciata dal presidente della Consulta per l’edilizia Davide Viziano, molto piu’ subdolamente stanno procedendo manovre per snaturare la variante, o perlomeno, salvare qualche lottizzazione. In questo contesto si segnalano le grandi manovre per realizzare uno “scambio” sgradevole: via Puggia con via Shelley. E’ di queste settimane il grande lavorio per “salvare” dal divieto di edificare due aree verdi sigificative, come quelle di via Shelley e di via Puggia. Dietro ci stanno interessi di parti politiche non coincidenti, ma che potrebbero trovare un accordo che risponda alle proprie esigenze. Non a quelle del territorio.
Antonio Bruno
Tags: variante al pucvia Puggiavia Shelley
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Comunicati stampa
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Settembre 29, 2009 by
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Confessiamo di non avere capito subito il senso dell’attacco mosso dall’Italia dei Valori al la “variantona” al Piano Urbanistico Comunale di Genova.
Una tale proposta poteva infatti essere criticata secondo opposti punti di vista, perché troppo blanda o troppo severa rispetto alla possibilità di consentire una nuova cementificazione del territorio. Ci si sarebbe perciò aspettata una presa di posizione nel merito alla questione, in modo da valutare la coerenza delle posizioni espresse da quel partito, specie dopo la nota vicenda del Lido di Corso Italia, dove abbiamo condiviso la contrarietà a quella speculazione. Contrarietà che confermiamo con convinzione. La Capogruppo in Consiglio Comunale dell’Italia dei Valori, invece, si è limitata a contestare la variante per il suo presunto contrasto con la legge urbanistica regionale, ha invocato sentenze amministrative che le darebbero ragione, ma non ha spiegato le ragioni politiche e di sostanza della sua critica. Per fortuna, ci ha pensato l’Associazione dei Costruttori, le cui finalità non possono certo essere accusate di ambiguità, a chiarire che la posizione portata avanti dall’IDV è esattamente la loro e che l’approvazione della variante avrebbe portato al blocco dell’attività edilizia in Città. Non è affatto così ma questa coincidenza di posizione consente intanto una prima valutazione politica: la levata di scudi del partito di Di Pietro contro il progetto del Lido ed il più recente interesse manifestato per le vicende dell’Acquasola appare strumentale ad alzare il prezzo del sostegno offerto in Consiglio comunale. Questo aspetto è così preminente da essere del tutto slegato dal merito delle questioni che si affrontano in quella sede.
Ed infatti, la variante al PUC prevede che:
1) Il mancato controllo del meccanismo di trasferimento dei volumi ha sinora consentito di proporre interventi, specie nel levante cittadino, che incidono su zone considerate già sature dallo stesso Piano urbanistico vigente. Ciò ha causato innumerevoli ricorsi al Tribunale Amministrativo, per lo più conclusi con la vittoria dei cittadini contro i proponenti e la stessa Amministrazione comunale. D’ora in poi, di conseguenza, le aree su cui i volumi demoliti potranno essere ricostruiti dovranno essere preventivamente individuate, diffuse sull’intero territorio cittadino, secondo il disegno urbanistico dell’Amministrazione, e preliminarmente valutate dal Comune;
2) Il rinnovamento del patrimonio edilizio nelle zone urbanizzate (tipo B) sarà possibile solo “in costanza del peso insediativo esistente” per la produzione di edifici ad alta efficienza energetica;
3) Nella sottozona residenziale BA verrà meno la possibilità di costruire sulle aree ancora libere;
4) La sottozona residenziale BB viene suddivisa in un’area di conservazione ed in una di riqualificazione, in cui l’aumento di carico insediativo è comunque condizionato al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi;
5) La rappresentazione cartografica della c.d. “linea verde”, limite alle costruzioni in collina, è coerentemente adeguata agli indirizzi di pianificazione già approvati dal Consiglio comunale, il 13 gennaio 2009;
6) Vengono finalmente cassate previsioni di intervento riferite addirittura al PRG 1980;
7) E’ istituito un nuovo Ambito Speciale di Conservazione per preservare l’identità della collina di Sant’Ilario;
8-Una nuova norma speciale per il Piano di zona di Begato lotto 3D consentirà l’attuazione dell’Accordo di Programma siglato per il recupero di immobili da destinarsi ad edilizia sociale.
Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, che non aderisce a questa amministrazione comunale, è coerente sul piano dei contenuti con le posizioni da sempre espresse a difesa del territorio e della qualità degli interventi edilizi e non farà mancare il proprio appoggio alla proposta di delibera, pur ribadendo la necessità della costante verifica pratica della corretta applicazione delle norme che dovranno essere approvate, senza stravolgimenti.
Paolo Scarabelli Segretario Provinciale PRC-SE
Antonio Bruno Capogruppo nel Consiglio Comunale di Genova PRC-SE.
Tags: lido di genovavariante al puc
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