Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova

Casa della Sinistra Thomas Sankara



Linea verde e linea blu. Manca quella rossa della vergogna ( ma ci stanno lavorando ) 0

Posted on Ottobre 29, 2009 by admin

Linea verde e linea blu. Manca quella rossa della vergogna ( ma ci stanno lavorando )

La vicenda è chiara e lineare: una storia di incompetenza e di subalternita’ di tecnici e amministratori rispetto alle lobby cementizie che da sembre la fanno da padroni nella politica urbanistica di comune, provincia, regione. A seguito dei disastrosi risultati evidenziati e delle fortissime proteste di cittadini e associazioni contro la pratica dei trasferimenti di volume che negli anni della giunta Pericu ha permesso al partito del cemento di saccheggiare alcuni degli spazi verdi piu’ pregevoli della citta’ la Amministrazione nel solco del fortunato slogan ” la nuova stagione ” ha preso pubblicamente impegno. La sindaco al convegno diLegambiente ( autunno 2008 ) ha preso impegno per una revisione dei criteri della politica urbanistica in vista della stesura del nuovo piano regolatore e per la predisposizione di una variante al puc vigente necessaria per salvare alcune delle aree verdi di pregio non ancora totalmente saccheggiate dai cementificatori. Sono seguite le linee di indirizzo approvate nel gennaio scorso ( linea verde, linea blu, costruire sul costruito, ecc.) e la proposta di variante attualmente in discussione. Le linee di indirizzo sono state approvate da una maggioranza compatta con tanto di disegni e vincoli, ma ecco che al momento di passare ai fatti la lobby cementizia si mettee di traverso e Valletta Puggia e via Shelley si preparerebbero alla ennesima capriola. Via puggia e’ un progetto dell architetto Grattarola incaricato da grandi nomi della finanza e dell industria genovese, via Shelley e’ un progetto di tre cooperative ” bianche “. ed e’ questa capriola la piu scandalosa. Al puro scopo di rendere raggiungibili i terreni ( agricoli ) alcuni esponenti della maggioranza presenterebbero un emendamento che si configura come variante della variante in totale dispregio della linea verde ( da loro votata a gennaio ) , in piu’ ci si inventa la esondabilita’ di un rivo, il Penego ( affluente dello Sturla ) che negli ultimi decenni non e’ mai esondato, si vuole intubarlo e sopra farci sopra una strada con la scusa di garantire una viabilita’ sostenibile agli abitanti di Apparizione che da decenni portano avanti la loro legittima richiesta che non e’ mai stata soddisfatta perche’ ostaggio della speculazione. Nessuna alternativa ( e ce ne erano e ce ne sono ) e’ mai stata presa in considerazione perche’ fondata su percorsi che non valorizzerebbero l’area di interesse privato. Oltre a voler spendere soldi pubblici per valorizzare la speculazione il commissario ad acta ( di recente dimessosi dall incarico ) ha dato incarico di progettare la strada all’ing. Canepa dello studio Canepa e Canepa in cui lavora l’architetto Canepa da tempo all’opera per progettare le palazzine. Nessun profilo giuridico di improponibilita’, ma certo la vicenda evidenzia un potenziale conflitto di interesse etico che non appare nella sensibilita’ della parte pubblica. Come finira’ la vicenda? ci auguriamo che la maggioranza sia coerente con le linee di indirizzo da lei votate e che le aree proposte per la salvaguardia dalla giunta siano confermate in toto. Una testimonianza di coerenza, una svolta nella politica urbanistica attesa da decenni.

Andrea Agostini
del circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova

“AREE EX - COLISA A CAMPI : meglio una buona raccolta differenziata dei rifiuti che un inutile stadio” 0

Posted on Ottobre 18, 2009 by admin

COMUNICATO STAMPA

Venerdi 16 Ottobre 2009

“AREE EX - COLISA A CAMPI : meglio una buona raccolta differenziata dei rifiuti che un inutile stadio”

I recenti articoli di stampa relativi all’acquisizione dell’ area ex-Colisa di Campi da parte della societa’ Sviluppo Genova a capitale pubblico e ai progetti che la interesserebbero, ci confermano che questa Amministrazione s’impegna a trovare spazi solo per la costruzione di stadi e centri commerciali. Da tempo, invece, chiediamo che la soluzione della gestione dei rifiuti venga messa a sistema, trovando, a partire dal nuovo Piano Urbanistico, le aree necessarie alla realizzazione della filiera impiantistica necessaria alla raccolta differenziata finalizzata al riciclo, che risulta essere un tassello fondamentale per quel modello di sviluppo sostenibile perseguito dalle associazioni ambientaliste. Per l’ennesima volta, invece, un’area, come quella ex-Colisa, di dimensioni considerevoli (130.000 mq) per una citta’ come Genova, anziché essere messa a disposizione per la risoluzione di problematiche fondamentali per la città, come quella dei rifiuti, rischia di avere un altro impiego. Come stiamo ormai da tempo affermando in tutti i momenti di confronto con l’Amministrazione comunale, il governo di questa città dovrebbe avere la capacità di pianificare con analisi complessive, comprendendo le priorità reali, come è quella dei rifiuti, che, come da sempre sottolineato, rappresenta una questione complessa, con sbocchi occupazionali importanti, e soprattutto un punto essenziale per la sicurezza ambientale e conseguentemente sanitaria dei cittadini genovesi. Le nostre associazioni chiedono pertanto che si faccia buon uso di questa area, di difficile reperimento altrove, per collocarvi gli impianti destinati alla raccolta differenziata di vetro, carta, plastica e alluminio, indispensabili per poter perseguire le percentuali di raccolta che la stessa Amministrazione comunale si e’ posta come obiettivo. Riteniamo infatti che un impiego dell’area (o parte di essa) per tale fine, sia certamente piu’ utile alla citta’ rispetto ad uno stadio con le implicazioni che ne conseguono a livello di impatto urbanistico-ambientale non facilmente sostenibili su un’area che, gia’ gravata di servizi, rischia di diventare un buco nero nel caos cittadino.

Italia Nostra

Amici del Chiaravagna

Legambiente
Ufficio stampa Legambiente 335-6999220

Il Comitato Acquasola si è costituito in associazione legalmente costituita 0

Posted on Ottobre 15, 2009 by admin

Il Comitato Acquasola si è costituito in associazione legalmente costituita. Il 26 settembre 2009.

Alla associazione “Comitato Acquasola” aderiscono cittadini che da oltre sei anni lottano per la difesa e la riqualificazione del parco. Con loro le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Lav . Il comitato ha come missione la salvaguardia e la valorizzazione del parco e la porta avanti da anni senza steccati ideologici e appartenenze e fiancheggiamenti politici. Nel prossimo futuro incontrremo i responsabili dell amministrazione per valutare con loro la percorribilita’ tecnica, giuridica , economica della revoca della concessione. Saremo anche presenti il 29 al TAR per testimoniare la nostra volontà. Abbiamo anche in programma iniziative culturali di confronto e dibattito sulla mobilita’ urbana, faremo un corso di formazione sui fiori, gli alberi, gli orti in citta’, torneremo a fare i nostri consueti mercatini dell’ usato, le feste. Per questo continueremo a cercare sostegni personali e finanziari dai cittadini e dalle associazioni che come noi hanno a cuore il parco.

Il Comitato Acquasola parco non parcheggio.

Il presidente Luca Guzzetti

Il portavoce Vincenzo Lagomarsino 328 85 20 271

Legambiente: «Prima corso Italia poi il nuovo Lido» 0

Posted on Ottobre 13, 2009 by admin

Dal CORRIERE MERCANTILE
13-10-2009

LEGAMBIENTE: Mentre il dibattito politico continua, l’associazione rilancia la proposta all’amministrazione comunale «Prima corso Italia poi il nuovo Lido» Meglio approvare il disegno di riqualificazione complessiva che il progetto contestato

Approvare prima il disegno di riqualificazione complessiva di corso Italia e occuparsi solo dopo dei progetti per singoli stabilimenti balneari, Lido compreso. E’ la proposta rilanciata Legambiente, mentre a Tursi segna il passo l’iter per l’approvazione della nuova variante urbanistica propedeutica al progetto di trasformzio-ne del Lido, dopo che l’Italia dei Valori - che aveva già bocciato la prima versione - ha confermato le sue perplessità anche sulla seconda variante. E siccome fra le obiezioni mosse dalla capogruppo dell’Idv, Marylin Fusco, una riguarda proprio la relazione fra il progetto del Lido e le linee guida per la riqualificazione del litorale di levante, presentate poco più di una settimana fa da Urban Lab, Andrea Agostini, di Legambiente, parte di qui. «Una proposta che noi avevamo fatto subito all’amministrazione comunale, quando era stata presentata la variante per il Lido - ricorda Agostini - era proprio quella di non iniziare a discutere di un singolo progetto per un solo “pezzo” di corso Italia, ma di predisporre, prima, un piano complessivo per la riqualificazione di tutto corso Italia, che riguardasse il litorale e quindi le spiagge e gli stabilimenti balneari, ma anche la viabilità e l’arredo urbano. Adesso l’amministrazione ha presentato le linee guida per la riqualificazione del litorale di levante e, quindi - rilancia Agostini - noi chiediamo che, prima di tutto, si lavori su queste, accantonando, almeno per ora, il progetto del Lido». Progetto che Legambiente, così come Italia Nostra, hanno per altro duramente criticato anche per la scelta di Tursi di permettere la costruzione di abitazioni a pochi metri dal mare. «Su un piano per la riqualificazione complessiva di corso Italia e di tutto il litorale di levante si possono trovare condivisioni ampie - osserva Agostini - e allora partiamo da quello su cui siamo o possiamo essere tutti d’accordo. L’amministrazione approfondisca le idee guida presentate da Urban Lab e le trasformi in un vero strumento di pianificazione urbanistica. Una volta che questo sarà stato approvato ci si potrà occupare dei singoli progetti e, quindi, anche di quello del Lido, che dovrà essere coerente con gli indirizzi generali».
[a.c]

Genova, 12 settembre 2009: Notteverde all’Acquasola 0

Posted on Settembre 06, 2009 by admin

Acquasola vogliono abbattere alberi sani e distruggere un parco per fare un  parcheggio
Fermiamoli!
● il Comune di Genova deve bloccare la distruzione del parco revocando la concessione alla Sistema Parcheggi
● la Regione deve revocare il finanziamento di 2.600,00 Euro
● è FALSO che la revoca della concessione comporterebbe un
significativo onere per il Comune
● è FALSO che gli alberi siano malati
● è FALSO che il parcheggio salverà il parco: lo distruggerà

Notteverde all’Acquasola
12 settembre 2009
Programma: dalle 11.00 macedonia e gelato
dalle 15.00 musica, video, festa e buffet
alle 20.30 partenza per la fiaccolata in città

si raccoglieranno fondi a oblazione
continua la sottoscrizione per il sostegno all’azione legale
c/c postale 93405033 intestato Cristina Sandalo

Genova Acquasola, una storia d’amore 0

Posted on Settembre 05, 2009 by admin

La vicenda che si è dipanata all’Acquasola è una storia di intelligenza e di cuore che un gruppo di cittadini hanno interpretato dando una testimonianza di amore, di concordia, di gratuità che ha dato voce corpo alle speranze di un mondo migliore, di una città più bella, di una socialità che vive nel confronto fra persone portatrici di valori e di idee diversissime, che hanno trovato anno dopo anno una sintesi e una concordia che è e rimane la principale prerogativa e il maggior lascito. È anche la storia di un gruppo di istituzioni e di una casta politica che non è stata capace di cogliere l’opportunità.Tutto il peggio è presente: la corruzione, gli interessi privati, il conflitto di interessi, l’incapacità di interpretare il ruolo politico e istituzionale in maniera autonoma, senza soggiacere agli interessi privati, l’incapacità di innovare. Di questa omologante pratica portano la responsabilità politica principale Vincenzi, Repetto,Burlando che non hanno saputo-voluto cogliere la spinta innovativa che veniva dal basso trincerandosi dietr oatti dovuti e cavilli burocratici, in difesa diuna casta burocratica che ha asservito la propria intelligenza, il proprio cuore, la propria professionalità al dio denaro scrivendo insieme ai politici che li hanno nominati una storia molto brutta da raccontare. Ma dagli interessi del Partito del Cemento non sono indenni,nè inmaggioranza né opposizione; salvo sparute presenze istituzionali–a cui no nsmetteremo di essere grati – la maggior parte dei politici si sono mossi in maniera cementosamente bipartisan e così alcune delle istituzioni che dovrebbero presiedere alla salvaguardia del bene pubblico. Si confrontano in questa storia due mondi, due modi opposti di vedere le cose. Ognuno dà ciò che ha, è inutile recriminare, accusare, inveire. Noi abbiamo messo tutto noi stessi e il nostro cuore e di questo diamo testimonianza. Non miriamo a carriera,potere, soldi (anzi ce li mettiamo),vogliamo solo testimoniare che i nostri sogni non sono in vendita, che è possibile costruire comunità nelle differenze e in pace. Come finirà? Comunque bene, se la sentenza sarà favorevole abbiamo ideee, programmi da sviluppare,se ci sarà avversa continueremo a spargere semi e a raccontare e a testimoniare di un modo d’essere e di vivere che ci rende – nonostante le arrabbiature – felici.

ANDREA AGOSTINI
Legambiente Genova

Acquasola, per ora un punto a favore di cittadini e ambientalisti 0

Posted on Agosto 23, 2009 by admin

Acquasola, per ora un punto a favore di cittadini e ambientalisti. Il Comune e la Sistema Parcheggi rispettino il verdetto del Consiglio di Stato Il pronunciamento di questi giorni del Consiglio di Stato in merito alla questione Acquasola, seppur interlocutorio rispetto alla discussione nel merito che avverrà il 22 Settembre prossimo, è senz’altro un ulteriore elemento positivo che dimostra che le tesi delle associazioni ambientaliste prima e dei cittadini poi (che si sono battuti i tutte le sedi contro lo scellerato progetto di parcheggio per automobili sotto il parco dell’Acquasola) non erano e non sono così peregrine ed infondate. Soprattutto è importante per quello che riguarda l’ultimo ricorso, quello di cui all’oggetto della discussione di questi giorni, avanzato dai singoli cittadini dopo che, purtroppo, in sede amministrativa i primi ricorsi presentati dagli ambientalisti non erano andati a buon fine proprio perché si basa sul “difetto all’origine” di questa opera cittadina e cioè l’aver assegnato, nel passato da parte di un assessore dell’allora Democrazia Cristiana, i lavori in cambio di denaro, come dice lo stesso Consiglio di Stato :«Nelle more della decisione appare preponderante la presenza delle nuove ragioni di doglianza, non previamente scrutinate, oltre all’esistenza di un concreto profilo di danno dovuto alla possibilità di abbattimento degli alberi». Nel ricordare che il progetto dell’Acquasola si sposa con un clima generale nella città di Genova e nel resto della nostra regione, in cui il cemento sembra avere la meglio rispetto alle politiche si salvaguardia e tutela del verde, del territorio e del paesaggio, Legambiente chiede all’amministrazione comunale di muoversi in maniera attiva affinché venga rispettata la sentenza, e che la Sistema Parcheggi non operi in modo tale da vanificarla, evitando di tagliare gli alberi, atto che sancirebbe in maniera definitiva il destino dell’area, in barba anche alle stesse attese per la sentenza del Consiglio di Stato del 22 Settembre prossimo. Noi continueremo a batterci comunque e sempre affinché il parcheggio non sia realizzato, il Comune se vuole ha la possibilità di fare altrettanto e di più rispetto a questa nostra volontà, basta che a sua volta lo voglia davvero accantonando balbettii e tentennamenti.

Stefano Sarti
Presidente Regionale Legambiente

Legambiente: 18 alberi tagliati, 18 alberi ripiantati 0

Posted on Luglio 18, 2009 by admin

18 alberi tagliati, 18 alberi ripiantati . La criminalità non vincera’ questa sfida , difendiamo il nostro territorio .
Gli alunni del Marsano, l’Associazione ex alunni del Marsano, l’Azienda Agricola del Marsano, Italia Nostra, Circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova , Movimento Difesa del Cittadino a seguito della gravissima azione di stampo mafioso ai danni dell’Istituto Agrario Marsano di Santilario ( il taglio alla base di 18 alberi nel campo sperimentale dell’Istituto ) hanno deciso di dare una risposta immediata e netta.
Mercoledi 22 luglio ore 11 pianteremo nuovi alberi in quel campo.
I criminali che notte tempo si sono intrufolati nei terreni della scuola per tagliare gli alberi non l’avranno vinta.
Chiediamo alle istituzioni tutte Comune, Provincia , Regione di essere al nostro fianco per testimoniare la solidarieta’ delle istituzioni alla scuola e a tutti colori che difendono l’ambiente nella nostra terra.

Amici Chiaravagna, Legambiente, Italia Nostra: rapida realizzazione impiantistica per riciclaggio, riuso e riciclo‏ 0

Posted on Luglio 05, 2009 by admin

Il nostro parere sulla relazione della commissione tecnica rifiuti del Comune di Genova

Le associazioni del Tavolo Tecnico sul progetto pilota di Porta a Porta a Genova, trovano interessanti elementi di novità nel documento licenziato dalla Commissione Tecnica sui trattamenti finali dai materiali post consumo prodotti nella Provincia di Genova.
A nostro avviso in questo documento sono presenti molti tasselli del nuovo modello di gestione degli scarti urbani che abbiamo chiamato “Modello Genova”.
Sono importanti novità che rendono obsoleto il vecchio “Modello Brescia” e danno ragione alle nostre critiche nei confronti di una tecnologia fortemente impattante anche se sostenuta da molti.
Il Modello Brescia mette al centro delle sue scelte l’inceneritore a griglia, la macchina che brucia tutto, la macchina che ha vinto il concorso di idee indetto da AMIU con l’amministrazione Pericu e presentata come il sistema migliore ma, alla lettura della relazione di questa
Commissione Tecnica, è proprio questo tipo di impianto che gli esperti giudicano peggiore dal punto di vista economico, del rendimento energetico come pure per l’insufficiente controllo delle sue emissioni in atmosfera e per la difficile ed onerosa gestione delle ceneri che inevitabilmente produce.
Ma la novità più importante della relazione è che il Comune di Genova accetta la sfida di una raccolta differenziata al 65% da raggiungere entro la scadenza di legge (dicembre 2012).
Questa è la partita più importante: una sfida, per citare solo i punti più innovativi della relazione, fondata su di una capillare raccolta differenziata di qualità, sulla separazione secco-umido, sul compostaggio, sul trattamento anaerobico della frazione umida, sul recupero energetico da
biogas.
Un sistema che, a regime, dovrà gestire ogni anno almeno 325.000 tonnellate di scarti separati per categorie merceologiche dalle famiglie e dalle aziende genovesi.
E la scelta di dare priorità al riciclo è strategica per gli interessi della collettività in quanto è il riciclo, messo in moto da una raccolta differenziata di qualità che, come confermano tutti i più recenti studi nazionali ed internazionali, a confronto della cosiddetta termovalorizzazione, garantisce maggiori risparmi energetici, minore inquinamento, minori costi di gestione, maggiore occupazione.
Siamo consapevoli che dopo decenni di svalutazione del ruolo della raccolta differenziata, sia da parte di AMIU che di molte Giunte che hanno governato Genova, non sarà facile rimontare la china, ma le ricette buone ci sono già:

a) passaggio di tutta la Provincia a sistemi di raccolta Porta a Porta (PaP), con tariffazione puntuale per premiare economicamente famiglie e imprese che producono meno rifiuti,
b) energiche politiche locali di incentivazione alla riduzione della produzione di rifiuti
c) realizzazione di isole ecologiche in ogni comune della Provincia e, a Genova, in ogni Municipio.
d) realizzazione di impianti di compostaggio e di trattamento meccanico biologico presso tutte le discariche provinciali con funzioni di stabilizzazione della frazione umida residuale e di ulteriori recuperi di materia (metalli, inerti, carta, plastica).
e) Un efficace sistema di controllo del rispetto delle procedure di conferimento, raccolta e trattamento
Indispensabili saranno anche le sinergie con il Porto, dove la raccolta differenziata dovrebbe essere obbligatoria e dove esistono certamente spazi da mettere in comune con la città per ospitare le tecnologie di comune interesse per la separazione e la valorizzazione di plastica, carta, metalli, scarti umidi.

E visto che in Liguria esistono solo alcune vetrerie per il recupero dei materiali differenziati, sarà opportuno valutare che il rilancio occupazionale della regione possa anche passare per la promozione di nuove attività produttive basate sulla valorizzazione e riuso delle centinaia di migliaia di tonnellate di materiali post consumo raccolti nell’intera regione, a cominciare dalle materie plastiche, con il rilancio delle antiche cartiere liguri, con l’utilizzo del compost nella florovivaistica e nelle produzioni agricole liguri di qualità, dal basilico all’ulivo.
Ottimi esempi che dimostrano che si possono raggiungere e superare gli obiettivi nei tempi previsti, li possiamo trovare già nei quartieri di Napoli e nella vicina Salerno, dove il PaP è stato introdotto con successo, come in alcuni quartieri romani; e notizia di questi giorni è che tutta San
Francisco, grazie al PaP, è al 72% di RD.
Ora dobbiamo lavorare tutti assieme per concorrere a questi importanti obiettivi, a partire da AMIU che, attraverso il nuovo piano industriale, dovrà dimostrare di essere in grado di affrontare questo impegno e dall’Amministrazione, sia comunale che provinciale, che dovrà trovare le aree e i fondi prioritariamente a tutta l’industrializzazione del sistema “a freddo”.
Così come le Associazioni scriventi hanno sempre sostenuto, continuiamo a ritenere che solo quando saranno pianificate azioni adeguate per il raggiungimento degli obiettivi di legge saremo nelle condizioni per affrontare seriamente e senza pregiudizi la gestione di quello che rimane in
fondo al ciclo.
Noi comunque continueremo ad impegnarci affinché la frazione residua possa essere contenuta in misura tale da non giustificare il ricorso ad un termotrattamento.
Ci riserviamo ad ogni modo un’analisi approfondita, sull’impianto indicato dalla Commissione, nel momento in cui si verificherà l’annunciato cambiamento di rotta.
Tutto questo ci fa ritenere, come già dichiarato, che obiettivo prioritario di Comune e Provincia debba essere la rapida realizzazione di tutta l’impiantistica consolidata e condivisa, scelta che porterà rapidamente alla nostra provincia la tranquillità necessaria e la certezza che la minaccia dell’emergenza rifiuti, utilizzata ad arte per la tutela di interessi minoritari e di parte, in Liguria
non troverà spazio.
E noi e le nostre associazioni continueremo ad operare per raggiungere, insieme ai nostri amministratori, questi obiettivi.

Le Associazioni
Amici del Chiaravagna
Italia Nostra
Legambiente

Legambiente : Comunicato Stampa, Relazione commissione tecnica rifiuti 0

Posted on Giugno 30, 2009 by admin

Genova, Comunicato Stampa
29 Giugno 2009
Relazione commissione tecnica rifiuti: termotrattamento sovradimensionato

Il mandato della Commissione tecnico-scientifica era di dare indicazioni al Comune di Genova nella scelta della tecnologia per l’impianto di smaltimento finale della frazione residua a valle della raccolta differenziata (RD) dei rifiuti solidi urbani e della tecnologia dell’impianto di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti.
Per la frazione residua post-RD la relazione propone un polo impiantistico dimensionato su una produzione di rifiuti a livello provinciale di 500.000 tonn/anno con una RD del 55% e con flessibilità di funzionamento dal 45% al 65% di RD. Il polo è così composto: sezione separazione secco-umido sezione di digestione anaerobica con produzione di biogas e recupero energetico, con digestato inviato a termotrattamento.
Sezione di termotrattamento con produzione di energia elettrica della frazione secca e del digestato della sezione precedente per un totale di 150.000 tonn/anno ( valore mediano dell’intervallo di funzionamento)
Per la frazione umida della RD la Commissione propone un di gestore anaerobico con produzione di biogas (per un recupero energetico) ed un successivo impianto di compostaggio da 50.000 tonn/anno.
Diciamo subito che le conclusioni della Commissione mandano definitivamente in soffitta la cosiddetta “soluzione bresciana” di megainceneritore per tal quale, come quello da 500.000 tonn/anno risultato “vincitore” del concorso di idee del 2006 e seguono la strada da noi sostenuta della separazione secco-umido. Riteniamo, però, che, pur condividendo la sequenza proposta, che l’impianto di termotrattamento da 150.000 tonn/anno sia sovradimensionato.
Per questi motivi:
1) l’effetto combinato della dinamica demografica di diminuzione della popolazione e del “Piano per la Prevenzione dei Rfiuti” che proprio in questi giorni la Provincia di Genova sta lanciando suggerirebbe che la quantità di rifiuti di partenza debba essere inferiore alle 500.000 tonn/anno ipotizzate.
2) La Rd di progetto dovrebbe essere perlomeno quella che la legge prevede per il 2012, cioè il 65%, visto che se c’è volontà politica i tempi di realizzazione dell’impianto sono più che sufficienti per raggiungerla. In tal modo si ridurrebbe il materiale termotrattato di circa 17.000 tonn/anno.
3) Una maggiore RD porterebbe con le sue misure organizzative a ridurre i conferimenti impropri (e illegali) di rifiuti speciali non assimilati.
4) Il digestato invece che essere termotrattato, dovrebbe essere utilizzato per ripristini ambientali e solo se ciò non fosse possibile mandarlo in discarica (dopo stabilizzazione). Con un’ulteriore riduzione del materiale termotrattato di circa 20.000 tonn/anno.
Per tutti questi motivi, anche se solo alcuni quantificabili, riteniamo che l’impianto di termotrattamento potrebbe essere da circa 100.000 tonn/anno. Aggiungiamo che non si comprende perché nella relazione si assume di far funzionare il gassificatore solo per 300 giorni/anno, mentre gli impianti a griglia e a letto fluido per 330 giorni/anno.
Questo assunto, tecnicamente non giustificato, comporta per il gassificatore un aumento di taglia (del 10%) e di investimento.
Come si intuisce da queste osservazioni Il nostro giudizio sulla relazione conclusiva della Commissione è critico non tanto per la logica di ragionamento sviluppata che riteniamo possa essere condivisa, quanto per l’assunzione di alcuni dati che auspichiamo possano essere quantomeno ri-discussi.
Condividiamo invece pienamente la scelta adottata del di gestore anaerobico e del successivo impianto di compostaggio per la frazione organica della RD.
La ubicazione di questo impianto per la quale giustamente nessuna indicazione è stata data dalla Commissione può e deve rappresentare un segnale di attenzione per i gravi problemi di concentrazioni territoriali dei carichi ambientali attualmente esistenti.
Notevoli problemi, secondo noi, permangono nella gestione rifiuti, dove ci sembra manchino la massa critica e la incisività di azioni necessarie per raggiungere anche gli obiettivi di RD previsti dalla Commissione nella sua relazione, ben più modesti di quelli di legge.

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