Lunedì 16 novembre 2009
Manifestazione acqua pubblica
Si e’ svolto questa mattina un presidio davanti alla sede di Iride per chiedere che il Parlamento non approvi l’articolo 15 del decreto legge 135/09. Questo articolo, approvato dal Senato e in discusisone alla camera dei Deputati, prevede l’obbligo agli enti locali di privatizzare acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale. Di fatto si espropriano comuni e province dalla decisione della forma societaria piu’ adatta a gestire importanti attivita’ con ricadute sulla vita dei cittadini. Si mercificano acqua, autobus, metro, rifiuti che vedranno aumentare i costi per garantire i profitti.
“Gaza. Restiamo umani” di Vittorio Arrigoni
20 novembre ore 18 - Consorzio Zenzero - Via Torti 35 Arci Genova organizza un incontro con Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement. Sarà presentato “Gaza. Restiamo umani” il suo libro sul massacro di gennaio che racconta l’inferno di vivere nella Striscia di Gaza. Fra bombardamenti e assedio, sofferenza e resistenza non violenta. L’incontro fa parte di un PERCORSO CITTADINO PIU’ AMPIO che prevede incontri con la società civile genovese, in una due giorni di memoria, e dibattiti a cura di:
Ecco il programma completo (potra’ ancora subire qualche lieve modifica, non negli orari):
Chiunque intenda partecipare è pregato di portare con se’ almeno una persona che di Gaza e Palestina sa poco o nulla, o ha le idee confuse.
Perchè comprendere significa condividere.
Venerdì 20 novembre
- ore 17.00 Piazza Alimonda: Vittorio Arrigoni incontra il Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus
- ore 18.00-20.00 Circolo Arci “Zenzero” Via Torti 35 Conversazione pubblica con Vittorio Arrigoni, Gabriele Taddeo (Presidente ARCI Genova), Bice Parodi (Ass.ne “Senza paura. Restiamo umani”), Haidi Giuliani.
A cura di ARCI Genova e Ass.ne “Senza paura. Restiamo umani”
- ore 20,30 Biblioteca Berio Sala dei Chierici (Via del Seminario 16)
dibattito pubblico con Vittorio Arrigoni, Angela Lano (direttrice Agenzia di Stampa Infopal).
A cura di Associazione Zaatar, API (Associazione Palestinesi in Italia), Giuristi Democratici sez. Genova.
Sabato 21 novembre
- ore 15 Via Monticelli 25 rosso (civico 9), sede del Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus: visita e incontro con soci e compagni di strada del Comitato
- ore 17.30 Libreria “Books in the Casba” Via Pre 137 r presentazione pubblica del libro: “Gaza Restiamo umani”
A cura di Associazione Zataar
- ore 19.30 Collettivo Studentesco Aut Aut - Via delle Fontane 3 Aperitivo/incontro a cura di Associazione Zaatar e Aut Aut
Con le sentenze emesse quest’anno, il Tribunale di Genova ha oramai ricostruito molti degli episodi più drammatici relativi alle giornate del G8/Genova. Coloro che hanno seguito in prima persona i processi commenteranno ciò che è emerso dalla verità “giuridica”, proponendo una riflessione politica sul diritto a manifestare. Verrà proiettato il video sulla carica in piazza Manin, e alcuni audio di intercettazioni telefoniche relativi al processo Colucci.
A nulla sono servite le drammatiche testimonianze dei manifestanti fermati o arrestati nel mese di luglio del 2001 a Genova. Il racconto delle violenze da loro subite, nelle strade e nelle piazze di Genova, alla Scuola Diaz, nelle caserme di Genova Bolzaneto e di Forte San Giuliano. Ad opera di poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie, medici ed infermieri. A nulla sono serviti i ricorsi presentati dai manifestanti alla Commissione diritti umani dell’ONU, alla Corte europea da parte della famiglia Giuliani. A nulla sono serviti i processi di primo grado per i fatti della Diaz e di Bolzaneto conclusi con la condanna di decine di appartenenti alle forze di polizia: poliziotti, guardie penitenziarie, medici ed infermieri. Tutti i condannati sono ai loro posti: nelle questure, nelle caserme, nelle carceri italiane. Nessuno è stato sospeso, nessuno ha chiesto loro di andarsene. A decine sono stati condannati per violenze ed abusi su persone inermi, non c’è stata nessuna reazione da parte dei media, dei partiti, delle istituzioni, della società civile. Nessuna richiesta di indagini interne, di misure cautelari.
A nulla è servita la lezione di Genova, perché comunque un altro ragazzo è morto. Stefano Cucchi era il suo nome. E non è il primo a morire di carcere, di arresti, di “caduta dalle scale”. Solo che in questo caso la sua famiglia ha avuto il coraggio di dire no ed allora se ne parla. Ma quanti hanno parenti od amici disposti a metterci la faccia, a chiedere spiegazioni? E tutti gli altri? In queste ore si assiste ad un indecente balletto di dichiarazioni, di richieste di verità e di giustizia, da parte della maggioranza e dell’opposizione. Come se fosse la prima volta che questo accade … Come se in Italia fossero (almeno formalmente) rispettati i diritti delle persone fermate o arrestate. Andate a chiederlo fuori e dentro le questure, le caserme, le carceri.
Suvvia, voi giornalisti, voi parlamentari, che tanto vi indignate per la morte di Stefano Cucchi, datevi una botta di democrazia e cominciate con i condannati, per i processi Diaz e Bolzaneto. Con i loro responsabili.
Dove sono, cosa fanno, perché sono ancora ai loro posti? Sempre pronti a torturare, a vessare persone indifese? Tutto come se a luglio del 2001 a Genova non fossero stati violati tutti i diritti previsti dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionale in merito ai diritti umani …
Tutto come se nulla fosse stato.
Ed intanto si continua a morire di carcere.
Enrica Bartesaghi
Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova
La dirigenza dell’AMT ha illustrato le linee guida per lo sviluppo del trasporto pubbico locale economicamente e socialmente sostenibile alla competente commissione consiliare del Comune di Genova. Una relazione tutta economica, senza alcun interesse evidente per il benessere, la mobilita’ e la salute dei cittadini. Nella relazione si afferma che si vuole ridurre il servizio nelle linee che non sono di maggiore carico, si vogliono aumentare il costo dei titoli di viaggio (anche riducendo il tempo di validita’), soprattutto gli abbonamenti. Inoltre si vuole concentrare il servizio dalle 6.00 alle 21.00 e introdurre “rotture di carico”. Penso che questa proposta non sia condivisibile, al contrario e’ necessario che Governo, Regione e Comune investano risorse aggiuntive e che vengano introdotte altre corsie protette, superando resistenze corporative.
Sinistra Europea - PRC: approvare la “Variantona” senza stravolgerla
Si sta avvicinando il momento dell’approvazione della variante AL P.U.C. che permetterebbe di affrontare la revisione del Piano Urbanistico Comunale in modo coerente con gli indirizzi di pianificazione del territorio approvati a inizio anno. In particolare si è convenuto che sia opportuno evitare di consumare altro territorio, preservando le aree libere e permettendo di “costruire sul costruito”. E’ per questo che , sia con l’individuazione della zona verde, oltre la quale bisogna prestare massima attenzione a non aumentare la cementificazione, sia con la salvaguardia estrema delle aree di conservazione, si stabilisce di uscire dalla stagione politica in cui imprenditori compravano immobili da non ristrutturare per cercare di costruire in aree di alto pregio ambientale. Ciò ha causato innumerevoli ricorsi al Tribunale Amministrativo, per lo più conclusi con la vittoria dei cittadini contro i proponenti e la stessa Amministrazione comunale. D’ora in poi, di conseguenza, le aree su cui i volumi demoliti potranno essere ricostruiti dovranno essere preventivamente individuate, diffuse sull’intero territorio cittadino, secondo il disegno urbanistico dell’Amministrazione. E’ per questo motivo che trovo inopportuno proporre deroghe puntuali a questa variante. Sarà difficilissimo spiegare che si permette a qualcuno di costruire in deroga alla linea verde nella valletta del Rio Penego, ad esempio, e negare ad altri tale possibilità in aree analoghe. Auspico che il Consiglio Comunale sia in grado di approvare documenti coerenti.
Centro Documentazione Carlo Giuliani
via Monticelli 25 rosso (stabile del civico 9)
Il Centro documentazione Carlo Giuliani ha una finalità sostanziale: offrire al quartiere e alla città la possibilità di conoscere e approfondire fatti e avvenimenti che hanno riguardato la vita di Genova nelle giornate del luglio 2001 e riguardano ancora oggi i diritti sanciti dalla Costituzione antifascista. Nel corso delle tante iniziative che si sono tenute in varie città in questi anni, le persone e le associazioni promotrici hanno donato al Comitato libri, filmati, documentazioni: poesie, racconti, documenti sulla Resistenza e sulle lotte per il lavoro, sulla condizione delle donne e dei migranti, su varie attività artigianali e artistiche. Tutto questo materiale, raccolto in una biblioteca e in una videoteca, è disponibile per essere consultato. Il Centro documentazione, infine, sarà lieto di raccogliere giudizi e suggerimenti che contribuiranno ad accrescere e migliorare il proprio lavoro.
Venerdì 30 ottobre alle 18 in piazza truogoli di s. Brigida
il bellissimo spettacolo di teatro civile sul caso Acna:
Il Racconto del Fiume Rubato. Il caso Acna, l’ultimo caso di guerra civile italiana
Monologo di Andrea Pierdicca, dal libro di Alessandro Hellmann Cent’anni di veleno,
Stampa alternativa
E’ l’umile e magica narrazione di un cantastorie, Andrea Pierdicca, che racconta liberamente i passi salienti del capolavoro di Alessandro Hellmann “Cent’anni di veleno” il caso ACNA, l’ultima guerra civile italiana.
La Resistenza durata un secolo, gente comune, persone che hanno reagito, contadini, sindacalisti, poi le masse in movimento, il popolo in azione, conflitti tra contadini e operai, interessi e convenienze politiche, la guerra contro il mostro, un crescendo di tensione dalla fine dell’Ottocento al gennaio 1999, la chiusura della “fabbrica della morte”. Una lotta sul piano ambientale, della salute, della vita; una guerra che va presa come esempio per tutte le guerre attuali (movimento NO TAV, NO al Ponte sullo Stretto, al Terzo Valico, alla Gronda autostradale, comitato per Scarpino, comitato NO API di Falconara, comitati no inceneritore, al nucleare, alla Tirreno Power, alla Cokitalia, alla piattaforma Maersk, contro il MOSE, centrali a carbone di Civitavecchia, rigassificatore di Brindisi, ecc…).
Quando la verità dei fatti non viene condivisa si crea il terreno per “…l’indifferenza, l’ignoranza, la paura, la carriera, il silenzio”. Conoscere aiuta a trovare il coraggio di cambiare giorno per giorno.
Questa storia lascia l’amaro in bocca ma il cuore pulito, alimenta la fiducia nel buon fine di ogni gesto antagonista.
Comitato per la Pace “Rachel Corrie”- Valpolcevera
VENERDI’ 30 OTTOBRE ore 17
in Via Monticelli 25 r (zona staz.Stadio di Marassi) nella nuova sede del “Comitato e Centro documentazione Carlo Giuliani ” Incontro di Coordinamento per la MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA Nuova Zelanda - Argentina (2 ottobre 2009-2 gennaio 2010) con passaggio a Genova il 10 NOVEMBRE
Ci incontreremo per definire il programma della giornata del 10 NOVEMBRE e i vari EVENTI previsti
PROGRAMMA PROVVISORIO
MARTEDI’ 10 NOVEMBRE
ore 9 Raduno davanti alla statua di Gandhi (porto antico), con scuole superiori
ore 9,30 Marcia con banda musicale
ore 11 Arrivo al Teatro Politeama Genovese e incontro con i marciatori mondiali
ore 11-14 Interventi di testimoni, musiche , poesie, canti dei gruppi scolastici
dalle ore 14 alle 17 continuazione dei gruppi musicali e testimoni eventuali
Settimana dal 7 al 14 Novembre nella Sala della Regione (P.zza De Ferrari) MOSTRA SULLA NONVIOLENZA
Sabato 7 Novembre ore 16 : Apertura della Mostra GLOBALIZZAZIONE DEI DIRITTI
Mercoledì 11 Novembre ore 17, 30 : La SALUTE con Emergency
Giovedì 12 Novembre ore 17, 30 : Il LAVORO
Venerdì 13 Novembre ore 17, 30 : L’ IMMIGRAZIONE
Sabato 14 Novembre ore 17, 30 : Il NUCLEARE
Egregio Presidente,
la discussione che si sta determinando in Regione relativamente all’iter di approvazione del Piano Casa sta giungendo ad un punto di elevata problematicità, probabilmente di non ritorno. I fatti sono noti: alla fine dell’estate scorsa la giunta regionale da lei presieduta approva, non senza distinguo e perplessità, un disegno di legge da inviare alle commissioni competenti e poi al consiglio regionale per l’approvazione definitiva. Una bozza che, è bene ricordarlo, Legambiente ha da subito criticato, soprattutto per l’ambiguità
rispetto al territorio dei Parchi, nazionali e regionali, presenti nella nostra regione; il testo infatti escludeva dagli ampliamenti i soli parchi di Portofino e delle 5 Terre, improvvidamente tra l’altro, visto che il Parco di Portovenere, conosciuto il testo del disegno di legge, chiedeva poi di essere anch’esso escluso dal Piano Casa. Legambiente, nel dossier nazionale che ha esaminato tutti i piani casa, approvati o in via di approvazione, ha quindi per questo (e per altri motivi) bocciato il piano della Liguria, approvando solo i piani della vicina Toscana e della Provincia autonoma di Bolzano. Una bocciatura quindi, ma per la presenza di queste ambiguità sui parchi: vi erano nel dossier nazionale regioni con Piani Casa molto peggiori di questo, seppur criticabile, piano ligure. Cosa diversa se passassero gli emendamenti che renderebbero, davvero, il Piano Casa ligure il peggiore d’Italia, emendamenti che forse nemmeno il fido Cappellaci penserebbe mai di proporre nella Sardegna post gestione Renato Soru. Riassumiamoli: ampliamenti non solo di case, ma anche di capannoni e siti industriali e artigianali (dal piano casa al piano capannone?), ampliamenti per le piccole abitazioni non del 30% ma del 60% e possibilità di ampliamenti anche per le case sottoposte a procedure di condono edilizio. A questi voglio aggiungere, come elemento di ulteriore aggravio, il non accoglimento degli
emendamenti presentati da Legambiente alla commissione ambiente e territorio, in particolare l’estensione a tutti i Parchi Liguri della non applicabilità degli ampliamenti nei loro territori. Se passassero questi emendamenti e non sarà chiarezza sull’esclusione dei Parchi dagli ampliamenti del Piano Casa la Liguria potrebbe davvero meritare il titolo di Regione più cementificatrice d’Italia.
A meno che….
A meno che lei non intervenga per dire con chiarezza estrema, ai consiglieri regionali ma soprattutto a quelli della sua maggioranza che gli emendamenti proposti non sono della giunta, non sono suoi e che anzi sono uno stravolgimento del disegno di legge originale e vanno ritirati. Nulla vieta che i consiglieri regionali, anche di maggioranza, propongano emendamenti, ci mancherebbe altro; ma altrettanto è importante chiarire a nome e conto di chi sono stati proposti e se essi sono migliorati o peggiorativi del disegno iniziale e se li si accetta o no. Lei ha l’autorevolezza per chiarire tutto ciò. Un suo silenzio sarebbe più detonante di mille parole e di fatto, sancirebbe la prova che lei e (parte) della sua maggioranza sono d’accordo con queste scandalose proposte.
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