Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova

Casa della Sinistra Thomas Sankara



Appello per una Liguria sostenibile 0

Posted on Novembre 19, 2009 by admin

APPELLO PER UNA LIGURIA SOSTENIBILE

In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell’importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all’assetto democratico sancito nella Costituzione repubblicana, pensiamo che sia comunque necessario che il dibattito politico si focalizzi anche sui contenuti programmatici della coalizione. Da tale punto di vista, riteniamo che il programma per un futuro governo di centro-sinistra debba sviluppare politiche economiche basate sull’equilibrio naturale, le energie alternative, la redistribuzione del lavoro, la valorizzazione del tempo libero, il sostegno alle produzioni locali, la diminuzione di sprechi e disuguaglianze.
Pertanto, esso non potrà non tenere conto di istanze quali:
- il rilancio della gestione pubblica e comune dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico, i trasporti, i materiali post-consumo (rifiuti);
- la strenua difesa ed il rilancio dell’occupazione, in un contesto in cui migliaia di posti di lavoro sono tuttora a rischio a causa della crisi;
- la difesa della sanità pubblica, di cui va ribadita l’assoluta preminenza nel quadro dell’assistenza ai cittadini, unitamente all’impegno per una sua sempre maggiore efficacia in termini di risposta alle esigenze della popolazione e per la sua assoluta trasparenza dal punto di vista gestionale;
- la riaffermazione della centralità della scuola pubblica, oggetto, ormai da tempo, di un vero e proprio attacco finalizzato a depauperarne sempre più organici e strutture, a favore dell’insegnamento privato;
- la definizione di una politica per la gestione delle infrastrutture e dell’ambiente che prenda atto della saturazione del territorio ligure e che preveda la realizzazione solo di quelle opere che sono realmente utili alla cittadinanza e non alle varie lobby economico-finanziarie, in una logica di pianificazione che
si fondi sul principio del costruire sul già costruito e che tenga conto, soprattutto, del diritto dei cittadini alla vivibilità;
- la realizzazione di un ciclo di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli obiettivi fissati dalla normativa (65% di raccolta differenziata entro il 2012), eviti “soluzioni finali” non coerenti con tali obiettivi e, soprattutto, pericolose per l’ambiente e la popolazione;
- la tutela e la riaffermazione dei diritti civili e di cittadinanza non solo per la maggioranza della popolazione ma anche per quelle minoranze vittime di una crescente discriminazione fondata su una supposta inconciliabilità delle differenze etniche, religiose, economiche o di scelta sessuale.

Lanciamo, pertanto, questo appello rivolgendoci a tutti coloro che auspicano, per la Liguria, un futuro migliore rispetto al presente, nella speranza che la grave crisi economica, sociale ed ambientale in atto possa tradursi nell’occasione da cogliere per iniziare a costruire un modello di società più equo, più sostenibile, più solidale.

Inviare le firme a genova@forumsinistraeuropea.it

Genova, 4 novembre: 388° ora in silenzio per la pace 0

Posted on Ottobre 31, 2009 by admin

* La 388° ora in silenzio per la pace sui gradini del palazzo ducale di Genova si terrà il 4 novembre, il giorno in cui saremo sommersi di retorica militarista e patriottarda.
* Quel giorno saremo in piazza de Ferrari a partire dalle ore 17 insieme al Forum per la sinistra europea, Sinistra Critica, Cobas, Comitato pace “Rachel Corrie, Gruppo pacifiste e pacifisti di Genova, Arci Genova, Emergency Genova ( che esporrà in piazza una mostra sui propri ospedali “disarmati” in zone di guerra), Punto Rosso Genova.
* Però contiamo anche sulla partecipazione di quanti hanno appeso le bandiere della pace ai propri balconi, hanno partecipato ad iniziative e manifestazioni, vedono che la guerra diventa ogni giorno di più una cosa “normale” ma continuano a pensare che sia un delitto.
* Su proposta del Patto Permanente contro la guerra, manifestazioni si svolgeranno anche a Vicenza, Novara, Bologna, Firenze, Pisa, Livorno, Colleferro, Catania, Napoli
*Il volantino che verrà distribuito comprende una parte di testo ed alcune vignette di Vauro. Chi desiderasse sottoscriverlo ce lo comunichi al più presto.
Contiamo sull’aiuto di tutti/e per farlo circolare, grazie!*

ORA IN SILENZIO PER LA PACE
(4 Novembre 2009 trecentottantottesima ora in silenzio)
IL 4 NOVEMBRE GIORNATA DELLE FORZE ARMATE
Ogni mercoledì siamo qui in Piazza de Ferrari dalle 18 alle 19. VIENI E SIEDITI ANCHE TU CON NOI
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti Fotocopiato in proprio
Pzza Palermo 10B Genova

SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO IL MILITARISMO, CONTRO LE MISSIONI DI GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN !!
A te che hai partecipato alle marce per la Pace,
A te che avevi appeso la bandiera arcobaleno al tuo balcone,
A te che hai firmato petizioni contro la guerra e per il ritiro delle truppe,
A te che sei scesa/o in piazza per chiedere la fine della guerra permanente travestita da missioni di pace,
A te che hai chiesto di tagliare le spese militari per riconvertirle in spese sociali,
A te che vorresti riconvertire le fabbriche di armi per produrre beni per la vita, e non più strumenti di morte,
A te che vorresti chiudere le basi militari perché minacciano la vita di altri popoli e la salute del tuo paese,
A te che hai protestato contro le bombe atomiche ed hai chiesto il disarmo come unica sicurezza,
A te che hai contestato la retorica patriottica che giustifica la morte e la distruzione,
A te che vuoi un’Italia di pace, solidale con gli altri popoli e non più complice della guerra globale,
A te che ripudi la guerra “ come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”,
A te che guardi alla Palestina, al Kurdistan, all’Africa, all’Iraq, all’Afghanistan, all’Iran, a tutto il Medio oriente e lotti per una politica di pace, perché l’Italia esca dalle alleanze di guerra

RIVOLGIAMO QUEST’APPELLO PER TORNARE A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE CONTRO LA GUERRA, PER SOSTENERE ANCORA IL MOVIMENTO CHE LOTTA PER LA PACE, NELLE PIAZZE, NELLE SCUOLE, NELLE UNIVERSITA’, NEI LUOGHI DI LAVORO
LA GUERRA E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
E’ ANCHE UN MISFATTO ECONOMICO

ADESIONI:
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti ; Forum per la sinistra europea; Sinistra Critica; Cobas; Comitato pace “Rachel Corrie; Gruppo pacifiste e pacifisti di Genova; Centro ligure documentazione pace; Arci Genova; Emergency Genova; Punto Rosso Genova

Intervista a Elio Bonfanti su Federazione Sinistra 0

Posted on Luglio 28, 2009 by admin

Elio Bonfanti Coordinatore del Forum Sinistra Europea/Socialismo XXI

«L’ottimo è quasi sempre nemico del bene». Per questo Elio Bonfanti considera, un po’ socraticamente, «molto positivo» il primo atto del percorso di federazione della sinistra che si è svolto sabato scorso a Roma. Secondo il coordinatore del Forum sinistra europea/Socialismo XI, la domanda di unità a sinistra «necessità di una risposta repentina». E per Bonfanti «la proposta federativa è una risposta nei tempi della domanda. Non è detto che la qualità sia quello che tutti auspicano, ma è vero che si tratta dell’unica risposta». Come mai ogni iniziativa è permeata sempre da questo senso di incompletezza e incompiutezza? Per non essere elusivo, penso per esempio che Sinistra e libertà per alcuni versi non sia veramente interessata a processi unitari. Ci sono poi una serie di movimenti che vengono da stagioni di protagonismo ma che oggi scontano difficoltà. E la risposta che viene da aree come quella Pianta/Cacciari mi pare al di sotto della necessità. Questo non significa, però, che molte istanze avanzate non siano importanti. Il problema è capire che queste istanze possono benissimo stare nella federazione e si può benissimo trovare un approccio unitario, sia sul problema della cultura politica che su quello dell’organizzazione. Però, assistendo agli intereventi, anche sabato si percepiva una prevalenza di evocazione dell’orgoglio comunista sul resto… Occhio, che senza identità non si va da nessuna parte. Io non vengo da una cultura comunista, ma il mio problema non è chi viene o non viene nella federazione. La mia domanda è: c’è necessita di una cultura di sinistra in Italia? Quali sono le forze che possono costruirla? Capisco che ci sono scorie da mettere a posto, ma il problema fondamentale è costruire una cultura alternativa della sinistra in Italia. Io, per esempio, da Diliberto ho ascoltato il suo miglior intervento degli ultimi tempi. Perché ha cercato di gettare la mente, se non il cuore, oltre i recinti dell’identità e dell’appartenenza? Assolutamente sì. Ho visto un passo verso la volontà di capire che oggi c’è la necessità di costruzione di un soggetto politico ampio e moderno. E sottolineo moderno, perché non bisogna più temere questa parola ma rivendicarla alla cultura di sinistra. Un soggetto, quindi, che abbia al suo interno associazioni e movimenti e in cui tutti si confrontano alla pari. Del resto, era l’intuizione originale della Sinistra europea, che ha vissuto una stagione di fasti eppoi un periodo di disastri quando Rifondazione l’ha annichilita nell’idea della Sinistra arcobaleno. Invece Bertinotti si rimprovera proprio di non essere stato abbastanza risoluto nel sostenere che dall’Arcobaleno non c’era ritorno, dato che tra l’altro nessuno aveva obiettato a quel percorso… In realtà dopo l’Arcobaleno non c’era da andare da nessuna parte. E’ dopo Genova, quello sì, che ci voleva il coraggio di fare il salto in avanti verso una costruzione unitaria. I soggetti della trasformazione non sono i gruppi dirigenti di una sinistra presunta e autoproclamata, sono le realtà che trasformano il paese. A Genova c’erano i soggetti e la possibilità. La Sinistra arcobaleno invece era la negazione di quel processo. Basta vedere come hanno fatto le liste, chiusi in conclave a massacrarsi tra apparati. E la federazione non rischia anch’essa di riprodurre quelle dinamiche? La domanda che dobbiamo farci prima è un’altra. E cioè: perché la sinistra ha perso? E perché? Perché non ha più saputo interpretare la composizione di classe, in particolare al nord, dove le figure sociali sono diverse da quelle che la sinistra immaginava. C’è la necessità di costruire una cultura politica che faccia i conti col postfordismo e la scomposizione della fabbrica taylorista, che va dalla delocalizzazione fino al precariato. La sinistra è stata incapace di interpretare la dimensione produttiva, e non interpretando la trasformazione sociale si è sempre più rinchiusa nei propri dogmi diventando un puro elemento ideologico. E una federazione sarebbe in grado di colmare questo divario tra politica e società, che poi è anche la frattura tra la sinistra e il suo popolo? Secondo me sì. Sennò cos’altro? A sentire gli umori di tante realtà, qualcosa le cui conclusioni non siano sempre affidate ai segretari, non per le persone ma per il ruolo, di quelle forze diventate appunto ideologiche. Non è forse questo uno degli aspetti che rende difficile rimarginare la frattura con la gran parte del popolo di sinistra? Sabato hanno concluso i segretari perché sono loro che hanno promosso l’iniziativa, e glie ne va dato atto. La prossima volta, certo, sarebbe un errore se fossero di nuovo loro. Dev’esserci un meccanismo ampio di inclusione. Ma chi ha detto che si debba replicare un partito? Il problema è pensare la federazione in modo che al suo interno possano convivere grandi dimensioni sociali. Quindi come si regolano i processi democratici e decisionali? Si regolano con una testa un voto. Io propongo di pensare anche forme complesse, al fatto che tutti i soggetti associati e individuali che aderiscono debbano concorrere a determinare progetti e candidature, a determinare organismi territoriali che poi si riversino sul piano nazionale. Perché oggi c’è l’effettiva necessità di meccanismi complessi: complessa la società, complessi anche i processi democratici, non si scappa. Il segretario della Fiom, Rinaldini, sollecita proprio la questione della democrazia come dirimente, anzi fondativa, esortando a realizzare meccanismi di partecipazione democratica e diretta più larghi di quelli che coinvolgono aderenti o iscritti, pena il replicarsi di una logica paralizzante da intergruppi… Secondo me il limite dell’intervista di Rinaldini non è sulla democrazia, su cui propone suggestioni valide, ma politico: sotto traccia mi pare che Rinaldini alluda piuttosto al fatto che si deve fare la federazione con Sinistra e libertà. Fatto sta che, al di là delle sigle interessate, permane il rischio che a sinistra si formino diverse concentrazioni sulla base di pregiudizi difficilmente motivabili all’esterno. Ed è proprio questo che genera la separazione dal popolo di sinistra, che non va né da una parte né dall’altra, ma piuttosto verso l’astensione o addirittura Di Pietro… Oggi il problema è costruire una federazione non per dar vita all’ennesimo partito né per sancire l’unità tra Rifondazione e Pdci, il problema è dar vita a una forza in cui non stiano solo le culture comuniste ma tutte culture critiche e di alternativa di questo paese, per realizzare una vera rappresentanza di un nuovo blocco sociale. E si tratta di un blocco ampio, che va dai giovani alle donne alla piccola impresa al precariato; un blocco sociale che possa sfidare Berlusconi e il berlusconismo. Per questo obiettivo il passaggio federativo secondo me è assolutamente fondamentale, sia sul piano dei contenuti che delle forme. E’ il percorso giusto anche perché è quello che c’è. E in politica non sono mai stato abituato a pensare a quello che non c’è.

Comunicato stampa Forum Sinistra Europea sulla situazione politica a Genova e in Liguria 0

Posted on Marzo 19, 2009 by admin

I prossimi mesi saranno molto importanti al fine di definire una strategia politica per la Liguria e Genova, in vista in particolare delle elezioni regionali del 2010. Come Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI – uno dei soggetti che nel 2007 presentò, alle elezioni amministrative, proprie candidature nell’ambito della lista PRC-Sinistra Europea, esprimendo un Consigliere comunale, Antonio Bruno, ed alcuni Consiglieri di Municipalità – riteniamo utile fornire il nostro contributo al dibattito in corso, al fine di pervenire ad un quadro più chiaro della situazione politica. È innegabile che le esperienze di governo del centro sinistra abbiano evidenziato in questi anni, come del resto nelle previsioni, non pochi problemi e contraddizioni. In particolare, il Partito Democratico, che esprime i livelli apicali di Regione, Provincia di Genova e Comune di Genova, si caratterizza da sempre per una concezione del progresso della regione e delle città ispirata allo sviluppo capitalistico concepito esclusivamente in termini di grandi opere infrastrutturali, cementificazione,privatizzazioni della “cosa pubblica”, pur se, in alcuni casi, temperato attraverso l’ambiguo concetto della sostenibilità ambientale e sociale. Va peraltro detto che l’aspettativa di operare per uno sviluppo meramente quantitativo della Regione frequentemente non lascia indifferenti le principali forze sindacali e anche settori consistenti della stessa sinistra politica. Noi, dal canto nostro, pensiamo che prefigurare, per il futuro, una Regione che sia una mera piattaforma logistica, collettore di milioni e milioni di container provenienti dal Sud del Mondo e da instradare verso il Nord Europa e gli USA, sia insostenibile dal punto di vista ambientale e territoriale, poco lungimirante sul piano occupazionale e sociale e, non ultimo aspetto, eticamente e politicamente inaccettabile poiché ignora la grave crisi “sistemica” che pone in evidente discussione l’attuale modello di mercato con i suoi paradigmi di sfruttamento e violenza nei confronti dei paesi del Sud del mondo. Per quanto riguarda, in particolare, l’operato della giunta Vincenzi nei quasi due anni trascorsi dal suo insediamento, riteniamo necessario che si apra una fase di verifica politica da portare a termine prima della fine di gennaio, al fine di definire le criticità ed avendo ben presente il fatto che la linea programmatica di fondo dichiarata a suo tempo dalla candidata sindaco era stata quella della “discontinuità” rispetto alla precedente amministrazione. I punti fondamentali su cui pensiamo si debba focalizzare maggiormente detta verifica sono i seguenti:
Ex-municipalizzate e privatizzazioni
Ciclo dei rifiuti Infrastrutture
Assetto del territorio ed edilizia
Riconversioni industriali Mobilità Diritti e cittadinanza
Spesa sociale
Questione morale
Si tratta di tematiche relativamente alle quali si evidenziano chiaramente qualche luce e non poche ombre che vanno comunque valutate in un quadro generale e non limitandosi, in maniera che apparirebbe meramente strumentale, solo ad alcuni aspetti. Analogamente e contestualmente, non si può prescindere da un esame dell’operato politico anche relativamente agli altri livelli delle amministrazioni locali, si pensi ad esempio al ruolo che svolge la Regione riguardo a questioni importantissime quali le infrastrutture, la gestione del territorio e la sanità. Come Forum per la Sinistra europea siamo, pertanto, assolutamente consapevoli di essere di fronte alla necessità di ripensare le alleanze locali, subordinando queste ultime a programmi precisi e reali dimostrazioni di rottura con i poteri forti; questo però non può significare automatici comportamenti in ogni dove, a volte con motivazioni poco coerenti. Siamo in un momento politico delicatissimo: terminato il “rigurgito” dell’esperienza del governo Prodi, si sta palesando tutta la politica della Destra di governo che riporta all’esigenza fondamentale di resistere, anche attraverso la continua ricerca di alleanze con i settori più avanzati della società civile, a politiche autoritarie e violente, micidiali per la gran parte dei cittadini italiani.
Genova, 18 dicembre 2008
Forum per la Sinistra Europea – Socialismo XXI Nodo di Genova

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