Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova

Casa della Sinistra Thomas Sankara



Intervento sulla privatizzazione dei servizi pubblici 0

Posted on Novembre 24, 2009 by admin

La discussione di questi giorni sulla privatizzazione dei servizi pubblici ha concentrato l’attenzione di molti sulla gestione dell’acqua, ma ha trascurato alcuni altri effetti del decreto recentemente approvato dal Parlamento. Innanzitutto bisogna ricordare che l’aspetto piu’ invasivo e’ l’obbligo alla privatizzazione di servizi importanti come quello idrico, la gestione dei rifiuti, il servizio di trasporto pubblico locale. Si espropriano gli enti locali dalla facolta’ di scegliere quale sia la forma di gestione piu’ adeguata al contesto sociale ed economico, probabilmente prefigurando il controllo del mercato italiano da parte di grandi multinazionali. Molti hanno sottolineato come le tariffe dell’acqua saliranno inesorabilmente. Questa previsione e’ confermata dalla realta’; Mediterranea Acque (che gestisce il servizio idrico a Genova) pur essendo una societa’ con una maggioranza di capitale pubblico ha aumentato le tariffe dell’acqua del 14 per cento. E questo e’ normale perche’ il costo del servizio deve garantire i dividendi ai soci privati (siano i fondi speculativi o Impregilo).
Anche gli effetti sull’occupazione sono particolarmente interessanti. In Iride gli occupati sono passati da 1060 (fine 2006) a 945 (fine 2008), e anche questo e’ comprensibile perche’ per ridurre i costi di gestione ci si concentra sul costo del lavoro, riducendo organici e cercando di incidere sulle condizioni di lavoro (aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro, orari ecc.).
Non mi dilungo su questioni ovvie, come la perdita di controllo democratico su servizi essenziali.
Nel passaggio da Amga (azienda speciale) a Amga SPA tutta pubblica a Iride il Consiglio Comunale e i cittadini hanno visto ridotti i poteri di indirizzo, programmazione e controllo; parole sempre più vuote a fronte del reale potere esercitato dai Consigli di Amministrazione e dagli Amministratori Delegati.
Ma non c’e’ solo l’acqua: quale politica virtuosa di riduzione di sprechi e rifiuti potra’ fare un’azienda che ha come compito principale la creazione di profitti per i soci privati? E l’esperienza della parziale privatizzazione di AMT ha dato risultati positivi, o scontiamo l’aumento del 20 per cento delle tariffe, lo scontento dei lavoratori e la riduzione del servizio sotto forma di tagli alle corse e di rotture di carico?
Come si vede c’e’ molto materiale di riflessione per cercare di invertire la direzione intrapresa, seguendo le scelte di Parigi che dal 1 gennaio 2010 ripubblicizzera’ il servizio idrico, proprio nella patria delle multinazionali dell’acqua. E allora una proposta istituzionale concreta e’ quella di dichiarare i servizi, che non riteniamo debbano subire l’imposizione della privatizzazione, come servizi privi di rilevanza economica, attivita’ che devono produrre qualita’ della vita e non profitti per pochi.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

L’acqua incanalata verso le multinazionali 0

Posted on Novembre 21, 2009 by admin

Acqua, il governo pone la fiducia sulla liberalizzazione. Si consegna il bene primario dell’umanità a solo tre multinazionali. Il giudizio di Legambiente.

“L’acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Obbligare la privatizzazione del servizio idrico, pertanto, vuol dire intraprendere la strada sbagliata. La maggior parte delle esperienze di privatizzazione di questo servizio, infatti, non hanno portato al miglioramento della qualità della risorsa, né alla diminuzione dei consumi e dei costi per i cittadini”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato la fiducia del Governo sul decreto Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la liberalizzazione di quello idrico.
“Questa legge costituisce l’ennesimo attacco agli enti locali, Regioni e Comuni - ha aggiunto Cogliati Dezza – che saranno privati della possibilità di amministrare il proprio territorio, anche nella gestione di un bene primario come l’acqua, aprendo la strada ad una speculazione privata soprattutto a discapito dei cittadini. Una decisione come questa, inoltre, non tiene conto delle buone esperienze di gestione pubblica, mettendo tutti sullo stesso piano con gravi conseguenze sulla qualità del servizio offerto ai cittadini. Non si capisce, infatti, perché aziende pubbliche che, ancora oggi, garantiscono la qualità del servizio e tariffe contenute debbano ora essere obbligate a trasferire quote importanti dell’azienda a privati o addirittura a riaffidare la gestione ad altri”.
“Proseguire sulla strada della privatizzazione vuol dire che entro i prossimi quindici anni il 65% del servizio idrico dell’Europa e del Nord America sarà gestito da sole tre multinazionali. Gli interventi normativi che occorrono al nostro Paese per ripristinare su tutto il territorio nazionale un servizio idrico efficiente ed evitare speculazioni economiche e disservizi sono altri– ha concluso Cogliati Dezza -. Occorre, infatti, trovare forme innovative per rendere protagoniste le comunità locali nella partecipazione alla gestione dei servizi idrici, per vigilare sull’applicazione di un esercizio trasparente ed equo, dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Su questi aspetti sarebbe fondamentale intraprendere scelte distinte e puntuali in base alle esigenze territoriali e non generiche, come quelle proposte dal testo di legge in questione, per evitare casi di cattiva gestione o la prevalenza di logiche di profitto a discapito della qualità del servizio e della risorsa, come le perdite idriche e la mancanza di investimenti”.

Fonte: Legambiente

Definire acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale servizi privi di rilevanza economica per sfuggire alla privatizzazione voluta dal governo 0

Posted on Novembre 19, 2009 by admin

Comunicato stampa 18/11/2009

Definire acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale servizi privi di rilevanza economica per sfuggire alla privatizzazione voluta dal governo

“Una forte mobilitazione popolare per contrastare la privatizzazione di acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale “. Antonio Bruno, capogruppo in Consiglio Comunale di Genova per Sinistra Europea - PRC, invita alla mobilitazione, ipotizzando anche un referendum, contro il dl Ronchi (.. servizi pubblici locali di rilevanza economica) a cui il governo porrà la fiducia oggi pomeriggio. “L’acqua e il trasporto pubblico devono rimanere pubblici e accessibili a tutti e ci vuole una politica che diminuisca drasticamente i rifiuti e li ricicli, invece di aumentarli sempre piu’ per incenerirli.” afferma Bruno. “Siamo alla mercificazione totale; i privati faranno profitti su una risorsa collettiva che deve essere, per diritto, garantita a tutta la popolazione - aggiunge - E’ una scelta che va anche in controtendenza rispetto altri Paesi che precedentemente avevano optato per la strada della privatizzazione dell’acqua, che oggi sono tornati sui propri passi e che stanno ripubblicizzando i servizi idrici”. “Anche il danno ambientale - spiega Bruno - sarà enorme: in un momento in cui i cittadini si stanno educando alla riduzione dei consumi, l’ingresso dei privati incentiverà invece l’uso e lo spreco dell’acqua, la produzione di rifiuti e l’uso dei mezzi privati. L’esperienza di privatizzazione (pur parziale) di Mediterranea Acque e AMT ha dimostrato in questi anni che le tariffe dell’acqua aumentano (anche i profitti dei fondi speculativi coinvolti) e che il trasporto pubblico si concentra sulle linee di forza trascurando la capillarita’ del servizio.” “E’ possibile che gli enti locali si svincolino da questa norma - conclude Bruno - In sede di discussione dell’aggiornamento dello Statuto Comunale (che sta sviluppandosi in questi giorni) proporro’ di definire i servizi pubblici che non si intende privatizzare come servizi privi di rilevanza economica”.

Antono Bruno Capogruppo Sinistra Europea - PRC

Genova, 18.11.09

Comunicato stampa su servizi pubblici 0

Posted on Settembre 30, 2009 by admin

GESTIONE SERVIZI PUBBLICI

ART. 23 BIS : PRIMA LETTURA E PRIME RIFLESSIONI
ACQUA, TRASPORTI, ENERGIA, RIFIUTI FUORI DAL CONTROLLO PUBBLICO

Il decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 per l’adempimento degli obblighi comunitari all’articolo 15, modifica la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica in senso ancora più privatistico di quanto non avesse fatto la legge finanziaria dell’anno scorso all’articolo 23 bis. Riprende quindi slancio la spinta privatizzatrice del Governo, raccogliendo i ripetuti appelli di Confindustria, perché si mettessero a disposizione delle imprese i servizi pubblici locali come fonte di guadagno assicurato in tempi di crisi. Questa modifica è diretta ad aumentare esponenzialmente la presenza dei privati nella gestione dei servizi pubblici locali, limitando per non dire impedendo l’ingresso alle SPA completamente pubbliche o a maggioranza di capitale pubblico. E’ un attacco generalizzato ai beni comuni e ai servizi pubblici (servizi idrici, energia, trasporti, rifiuti, manutenzioni…), che deve essere respinto con una forte mobilitazione.

Sostanzialmente tali modifiche:

- limitano in modo molto drastico (praticamente azzerano) il ruolo delle SpA totalmente pubbliche in house, rendendo preventiva da parte dell’Antitrust l’autorizzazione per l’affidamento diretto e gli affidamenti relativi alle SpA a totale capitale pubblico tutti con scadenza non oltre 31/12/2011;
- cancellano la possibilita’ di procedere ad affidamenti diretti e quindi anche ad Enti di diritto pubblico;prevedendolo solo per societa’ di capitali.
- spingono verso la privatizzazione integrale anche le societa’ quotate in Borsa, imponendo che, alla fine del 2012, la percentuale di proprietà pubblica non superi il del 30 per cento pena la decadenza dell’affidamento.

Alla luce di quanto sopra, l’unica possibilità di una gestione pubblica di quei servizi che si intendano mantenere sotto il controllo democratico, pubblico e svincolato da logiche di mercato, è la ripubblicizzazione. Attraverso gli enti strumentali comunali e consortili, dovrebbe avvenire la riappropriazione sociale tramite la partecipazione popolare. Alla luce di questa nuova normativa dunque, diventa indispensabile inserire negli statuti comunali la dichiarazione che il servizio pubblico, che si vuole mantenere sotto il controllo democratico e popolare, è “privo di rilevanza economica” perché colmo di rilevanza sociale, ambientale e culturale.

Antonio Bruno
Capogruppo Consiglio Comunale di Genova PRC-SE

Lettera aperta del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’acqua 0

Posted on Aprile 26, 2009 by admin

SULLA FUSIONE IRIDE-ENIA

Ai segretari e coordinatori nazionali PRC- Rifondazione, IdV, PdCI, Verdi, Sinistra democratica Sinistra libertà.
Ai Consiglieri Comunali dei partiti IDV – PdCI di Genova e Torino

Abbiamo sperato fino all’ultimo che tutti i partiti che in questi anni si sono impegnati a difesa dell’acqua come bene comune, come servizio pubblico partecipato, scendessero in campo in modo unitario e coordinato, prendendo posizione con una iniziativa pubblica forte contro la fusione tra IRIDE ed ENIA.
L’abbiamo chiesto personalmente ai Segretari, ai Coordinatori Nazionali e Regionali dei partiti della Sinistra e di IdV. Sarebbe un bel segnale per tutte le loro realtà locali che hanno affrontato la questione a livello di Giunta o di Consiglio, evitando sbandate. Un segnale di coraggio, una lezione per il paese e per la politica: partiti diversi che si presentano pubblicamente assieme, in una grande iniziativa a difesa dell’acqua pubblica, che chiedono ai Consigli comunali una pausa di riflessione e aprire la discussione tra i cittadini e media. Pensiamo non sfugga a nessuno il messaggio aggregativo che rappresenterebbe, soprattutto per i vari Comitati impegnati a contrastare questa fusione e questi processi irreversibili. Sarebbe anche un atto politico di rilievo rilanciare così il dibattito sull’acqua , come bene comune pubblico, all’interno della campagna elettorale, fuori dalle competizioni.  Questa speranza è nostra e dei Comitati di cittadini che a Genova e Torino lunedì daranno vita a dei Sit-in di protesta davanti ai Consigli Comunali delle due città.
In funzione di questa importante decisione politica, consentiteci di ricordare quali sono le nostre posizioni, preoccupazioni e denunce.
L’oggetto dello scontro era e resta l’avallo dei Comuni alla fusione IRIDE-ENIA. Questa decisione una volta assunta è irreversibile, proietterà la finanziarizzazione e la messa in borsa della risorsa su di una scala così grande, da segnarne un impossibile ritorno al pubblico. La questione della modifica degli Statuti in funzione del 51%, è una richiesta inserita nel dibattito all’interno del Consiglio Comunale di Genova con due intendimenti diversi. L’IdV ha pensato al 51% come ad un’escamotage per inceppare il percorso della fusione, puntando sul fatto che questa modifica ne avrebbe determinato un rallentamento per permettere il pronunciamento dei 58 Consigli Comunali chiamati a riapprovare lo Statuto modificato,
La Sindaca di Genova Vincenzi invece, ha puntato a confondere le carte con un emendamento
di difficile decifrazione. Per la sindaco, l’adozione del 51% era a suffragio della tesi che così i Comuni hanno un effettivo controllo della società, accettando la richiesta dell’IdV pur di ottenere comunque l’avallo sulla fusione. Noi come Comitato italiano e con noi tutti i movimenti impegnati nel Forum Italiano dell’acqua, riteniamo che il processo della fusione IRIDE –ENIA vada contrastata indipendentemente dai presunti livelli di controllo. Pensiamo che il controllo al 51% non è meglio del 40% . E che perciò, non si trattava di mediare in nome del realismo politico e dei numeri in consiglio.
I numeri c’erano per fermare la fusione.
Se la politica viene intesa come furbizia, con cui sorprendere l’avversario inserendo piccoli marchingegni nei numeri e nei linguaggi, la politica si immiserisce, perde chiarezza e…poi c’è sempre chi è più furbo.  Lo ripetiamo: la fusione è il processo che andava e che va contrastato. Denunciato con forza come esproprio dell’acqua dal controllo dei cittadini e delle amministrazioni locali, per affidarlo alla finanza. Non dimentichiamolo mai: che stiamo parlando di ACQUA, di un bene comune fondamentale, che il mondo è attraversato da una tragica crisi idrica e che è in atto un processo universale di mercificazione di questo bene.  Che fusioni e gare, sono il primo livello di un processo che punta all’industrializzazione, finanziarizzazione di tutti i servizi pubblici e alla nascita di monopoli incontrollabili.
- Ricordiamo che IRIDE- ENIA è la prima grande fusione italiana e coinvolge direttamente 5 Regioni: Liguria, Piemonte, Emilia ma indirettamente anche Sicilia e Calabria. E’ la premessa che prelude ad altre fusioni ravvicinate, che riguarderanno probabilmente A2A e Hera. Oggi si negano l’esistenza di contatti con società del veneto ma questo processo è destinato a concludersi con la nascita di una unica Multiutility italo francese .
- Non dimentichiamo che VEOLIA è presente nell’operazione IRIDE, in Liguria in Sicilia, Calabria ed entra così nella fusione.
- La fusione renderà difficile, se non impossibile (al di là del 51%) ripubblicizzare o semplicemente estrarre dalla Multiutility la gestione dell’acqua e puntare su una gestione in house alla scadenza della concessione ad AMGA nel 2012. Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha respinto una petizione popolare che aveva avanzato analoga richiesta con una netta contrarietà del Sindaco e del PD.
- La fusione IRIDE-ENIA è una operazione targata PD, il quale, con questa, cerca di rafforzare la propria quota nel gioco che si è aperto della formazione di una Multiutility nazionale.
- La fusione IRIDE-ENIA, oggi nella discussione in atto tra i sindaci, è la dimostrazione che è solo una questione di quote azionarie tra i vari notabili locali del PD.
Torino non vuol vedere scendere la sua quota al di sotto del 36%, i consorzi reggiani non vogliono perdere quote azionarie . Queste trattative in corso, dimostrano, se mai ce n’era bisogno, che l’efficienza-l’economicità-l’efficacia delle privatizzazioni e delle fusioni sono parole vuote, che nascondono il vero scopo, che è quello di trasformare i beni pubblici in azioni e i Comuni in “Azionisti”. I Sindaci eletti dai cittadini per salvaguardare e gestire i beni e servizi pubblici, diventano Amministratori delegati di società, interessati solo a procurarsi rendite/entrate, giocando in borsa nel “Casinò”globale il patrimonio pubblico, indebitandosi, a discapito delle tariffe che aumenteranno, delle manutenzioni, dell’occupazione che verrà sempre più ridotta e precarizzata e della sicurezza del servizio.
- La fusione IRIDE-ENIA è destinata a dare un nuovo impulso alla proliferazione delle SPA,
dei consigli di amministrazione, dei presidenti e degli stipendi dei manager. Le Multiutility privatizzano definitivamente la politica, smontano il ruolo del pubblico, dello Stato e dei Comuni, affida il futuro dell’acqua allo scontro tra POLI, in cui il potere politico-economico-finanziario si intreccia ed è del tutto trasversale negli interessi e concorrente solo nella ripartizione delle quote societarie.

In una parola, l’acqua viene affidata a quel grumo di interessi che avvelena da decenni la nostra vorremmo ricordarlo ai leader politici dell’opposizione, in particolare all’On. Di Pietro. La situazione, alla vigilia delle votazioni nei Consigli di Torino e Genova, è confusa e suscettibile di cambiamenti.
Genova deve votare in Consiglio la fusione e la variante statutaria del 51%,
Torino deve votare in Consiglio solo la variante statutaria del 51%.
Reggio Emilia ha già votato la fusione e rimanda la modifica statutaria a dopo le elezioni e cosi avverrà per altri Comuni presenti in ENIA.
A Torino, che sembra abbia già votato la fusione nel 2005, i servizi idrici della provincia sono esclusi, SMAT è pubblica in house.
Votare oggi la fusione con la motivazione di IdV di demandare ad una futura modifica del quadro nazionale con la legge d’iniziativa popolare, non ci sembra una grande soluzione.
Il quadro politico è quello definito dalla legge 133 art. 23 bis, che obbliga al 31.12 2010 a mettere a gara tutti i servizi, con alcune piccole salvaguardie per quelli affidati in house.
Abbiamo cercato di proporre a IdV, PRC, PdCI, Verdi il rinvio del voto nei Consigli Comunali di Torino e di Genova. Di chiedere una pausa di riflessione di fronte alla confusione che si è creata. L’appello finora è rimasto inascoltato.
Abbiamo proposto, vista la scadenza della convenzione, in alcuni Consigli comunali ( Genova e Reggio) lo scorporo del servizio idrico dalla fusione. Anche questa proposta non ha trovato sostegno.
E’ stato costruito un meccanismo ineluttabile come dice la sindaco di Genova: alla scadenza delle convenzioni sarà inevitabile la gara. Sarà obbligatoriamente vinta dagli stessi protagonisti.
Fermiamo la fusione IRIDE- ENIA. Scendano in campo i partiti nazionali.
C’è ancora tempo

per il Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua-Onlus
Emilio Molinari - Presidente

Rosario Lembo - Segretario Nazionale
Milano 26 aprile 2009

Comunicato su acqua pubblica e regionale 0

Posted on Aprile 25, 2009 by admin

Legambiente Liguria

Anche noi di Legambiente ci saremo, a Genova in Consiglio Comunale lunedì, con la nostra posizione.
Manifesteremo ancora una volta tutte la nostra contrarietà sull’acqua privatizzata ma esprimeremo ancora, come abbiamo già fatto, il nostro apprezzamento per la posizione della sindaco di Genova Marta Vincenzi che ha proposto che una percentuale uguale o maggiore del 51% delle quote societarie resti in mano pubblica (se ci sarà la nuova società). La nostra proposta è quella di ripubblicizzare completamente l’acqua e non solo a Genova: questo si può fare attraverso la regionalizzazione della stessa - creazione di un nuovo soggetto completamente pubblico su base regionale e la riconduzione ad un unico ATO (ambito territoriale ottimale) tutti gli ambiti presenti sui territori provinciali. Questa essere l’occasione per una prima reale e concreta applicazione di un nuovo modello di federalismo regionale.  E’ indubbiamente una proposta complessa che necessità di rivisitazioni giuridiche necessarie ma siamo convinti che, con la necessaria volontà politica, sia possibile. Proponiamo un approfondimento su questo tema, chiediamo alla Sindaco di farsi promotore di un tavolo politico di discussione per questa proposta che comprenda anche l’attuale minoranza del consiglio comunale. Quando si discute di beni comuni, è inutile guardarli da destra e da sinistra, proviamo a guardarli in termini di beneficio comune, costi, ricavi…e non ultimo ricadute sociali ed ambientali.
L’acqua bene comune è di tutti.

Per Legambiente Liguria
Stefano Sarti
Massimo Maugeri

Genova, incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali» 0

Posted on Aprile 17, 2009 by admin

Giovedì 23 aprile p.v. alle ore 17 a Palazzo Tursi nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Comunale di Genova il Movimento Difesa del Cittadino MDC e Legambiente Liguria organizzano un incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali». Si tratta di fare una riflessione sui beni comuni locali quali Acqua, GAS, Trasporti Pubblici, ecc… cercando, se possibile, di non farsi condizionare dalle urgenze di decisioni immediate di natura politico-amministrativa.

Parteciperanno :
- Vittorio Bigliazzi MDC introduce e modera l’incontro
- Franco Aprile Confservizi Liguria
- Antonio Bruno Consigliere Comune di Genova
- Franco Regolini ex amm.re Agua de San Pedro - Honduras
- Massimo Maugeri Legambiente
- Alfonso Pittaluga Assessore Comune di Genova
Dopo gli interventi del pubblico Stefano Sarti di Legambiente concluderà l’incontro.

Per informazioni :
Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria 010/3623036
genova@mdc.it
Legambiente Liguria 010/319168 Via Caffa 3/5 sc. B – 16129 GENOVA
info@legambienteliguria.org

Acqua, rifiuti, energia, trasporti urbani: pubblico o privato? 0

Posted on Aprile 11, 2009 by admin

Lunedì 20 aprile ore 18 Salone di Rappresentanza Comune di Genova, via Garibaldi - Palazzo Tursi

Acqua, rifiuti, energia, trasporti urbani: pubblico o privato?
Siamo sicuri che gli imprenditori gestiscano meglio delle amministrazioni locali quei servizi che riguardano il quotidiano di ognuno di noi?

Interventi:
On. Leoluca Orlando
On. Giovanni Paladini
Gloria Bardi candidata IdV elezioni europee
Emilio Molinari presidente Comitato Italiano Contratto Mondiale Acqua

introduce
Manuela Cappello Consigliera Regionale

Scarica locandina

Genova/Beni comuni: dal Forum Mondiale dell’Acqua a… Iride-Enìa 0

Posted on Aprile 04, 2009 by admin

Difendere i servizi pubblici e i lavoratori del settore, rilanciare l’intervento pubblico

Giovedì 9 aprile Ore 16,30 Salone di Rappresentanza Palazzo Tursi Via Garibaldi 9
Proiezione del video Agua mi sangre Le guerre dell’acqua sono già una realtà. Voci, resistenze ed alternative al foro mondiale dell’acqua. di Jaro Colajacomo

Antonio Bruno - consigliere comunale Genova
Andrea Agostini - Legambiente
Antonio Lupo - Comitato per l’acqua pubblica
Francesco Truscia - Segreteria FILCEM CGIL Genova
Renato Di Nicola - Forum italiano movimenti per l’acqua
Matteo Gaddi - Responsabile Dip.to Nord Italia PRC-SE
Vittorio Agnoletto - Parlamentare Europeo

Scarica volantino

Nozze Iride-Enìa: conti fatti senza l’oste 0

Posted on Marzo 27, 2009 by admin

COMUNICATO STAMPA

Nozze Iride-Enìa: conti fatti senza l’oste

Apprendo dalla stampa che il CdA di Iride ha approvato tutti gli elementi della fusione Iride – Enia. I Consigli Comunali di Genova e Torino dovranno approvare il progetto prima dell’assemblea degli azionisti fissata per il 28/04. Per quanto riguarda Genova ci sembra che i conti siano stati fatti senza tener conto del dibattito in corso nel centro sinistra del Comune. Infatti, SE-PRC e IDV, durante le commissioni consiliari, hanno espresso forti contrarietà. È evidente che, stando così le cose, i numeri per approvare la delibera in CC non ci sono. I motivi per cui Se - PRC non è d’accordo sono legati all’esperienza concreta e non basati su pregiudizi ideologici. Il processo di privatizzazione in questi anni delle municipalizzate di acqua e energia ha significato:
-aumento dei costi del servizio ( +14% l’acqua)
-diminuzione dell’occupazione ( occupazione IRIDE dai 1060 dipendenti del 2007 ai 945 di oggi)
-politiche aziendali totalmente orientate al profitto a discapito spesso dell’efficienza energetica e del benessere dei fruitori
-mancanza di controllo da parte dei Consigli Comunali e quindi della cittadinanza
A fronte di questi dati appare evidente che aumentare la dimensione delle multiutilities e la conseguente politica di privatizzazione e quotazione in borsa non potrà che aggravare i problemi di cui sopra.
Confermo pertanto la nostra opposizione alla fusione e chiedo alle forze del Centro Sinistra di ritornare sui loro passi

Il Capogruppo SE – PRC
Antonio Bruno

  • Dove siamo

    Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova
    Via San Luca, 12/40
    16124 - Genova
    010-2471488 fax: 010-2532436
    genova@forumsinistraeuropea.it

    Stats: 210 Posts, 5 Comments

  • Eventi

    Novembre 2009
    LunMarMerGioVenSabDom
      
     1
    2 3 4 5 6 7 8
    9 10 11 12 13 14 15
    16 17 18 19 20 21 22
    23 24 25 26 27 28 29
    30  
  • Tag

    acqua Acquasola Alessandra Ballerini AMT Andrea Agostini Antonio Bruno come un uomo sulla terra Comitati Ponente Genovese comitato per la difesa del Parco dell'Acquasola Comitato Verità e Giustizia per Genova Dario Rossi Diaz Elezioni Europee elezioni europee 2009 Forum per la Sinistra Europea G8 G8 2001 Genova Genova 2001 Gronda Haidi Gaggio Giuliani inceneritore Iride iride-enìa Italia Nostra L'Aquila Legambiente Genova Legambiente Liguria Marta Vincenzi migranti no gronda Piazza Alimonda politica privatizzazioni raccolta differenziata rifiuti rifondazione comunista Ripubblicizzazione acqua Rita Lavaggi Scarpino Sinistra Europea Terzo Valico Valpolcevera variante al puc Vittorio Agnoletto
  • Meta



↑ Top