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Ottobre 30, 2009 by
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MicroMega 5/2009 - Dal numero in edicola da venerdì 25 settembre
Scuola di Polizia
………Giovanni Paladini, lo si e’ gia’ ricordato, e’ dall’inizio del 2009 alla guida dell’Italia dei Valori in Liguria.
Ex Ppi, poi Margherita, poi Pd, e’ stato in passato commissario di polizia e segretario generale aggiunto del Sap, il sindacato “indipendente” (in realta’ smaccatamente di destra) delle forze dell’ordine.
Nelle settimane che hanno preceduto e in quelle che hanno seguito il G8 di Genova del luglio 2001 l’onorevole Palladini ha avuto un gran da fare.
Tre mesi prima dei disordini, prevedeva con largo anticipo i disagi a cui sarebbero andati incontro gli abitanti del capoluogo ligure proponendo in consiglio regionale l’istituzione di un fondo a favore dei cittadini danneggiati dai tumulti. Animatore, dopo il G8, della campagna di controinformazione “Chi difende i difensori?”votava convintamente contro la commissione regionale di inchiesta sulle drammatiche giornate del luglio 2001 proposta da Rifondazione, dimostrando cosi’ in tempi non sospetti la sua consonanza ideale con quei deputati dipietristi (Carlo Costantini e Massimo Donati) che qualche hanno dopo avrebbero contribuire ad affossare l’istituzione di una analoga commissione di inchiesta parlamentare. Febbrile e’ stata anche la sua attivita’ di consigliere in sostegno della lobby dei cacciatori, volta ad estendere i limiti temporali della stagione venatoria,ad aumentare il numero di capi da uccidere e a consentire l’immissione nel territorio della selvaggina da allevamento, all’occorrenza votando insieme alla casa delle Liberta’. Paladini e’ arrivato in IDV nel marzo 2008, alla testa di un drappello di 83 fedelissimi, tutti amministratori eletti in Liguria nelle fila della Margherita. Alle ultime elezioni europee, Di Pietro decideva di inserire nella lista Idv per il nord ovest la savonese Gloria Bardi. Insegnante di storia e filosofia al Liceo classico di Savona, scrittrice e appassionata di teatro, durante la stagione dei girotondi e la cosiddetta “primavera dei movimenti”la Bardi era stata fra i fondatori a Finale Ligure dell’associazione Liberamente, che per circa due anni aveva animato il dibattito finalese organizzando eventi e discussioni pubbliche con Travaglio, Caselli, Di Pietro,Dalla Chiesa, Remondino e altre personalita’. Successivamente era passata all’impegno politico locale dando vita, insieme ad alcuni esponenti del Prc, alla lista civica “un’altra Finale” per la quale si sarebbe candidata a sindaco nella cittadina nel 2004. Una donna impegnata insomma dall’identita’ politica chiaramente definita: radicale, laica, di sinistra. Un po’ troppo per uno come Palladini. Di li a poco, la segreteria regionale del partito decideva che le candidate liguri alle europee del 6 e 7 giugno dovevano essere due: oltre a Bardi, veniva inserita in lista anche Marylin Fusco, giovane astro nascente dell’idv genovese,consigliera comunale e notoriamente “fiamma” del Paladini. L’esodio dell’avvenente Marylin in qualita’ di candidata al parlamento di Strasburgo era pero’ tutt’altro che brillante: nel corso di un dibattito elettorale andato in onda su Odeon Tv, i compagnia di Iva Zanicchi, la nostra ammise con straordinario candore, guadagnandosi nei giorni successivi la prima pagina del quotidiano Libero, che sì, in effetti “nei confronti di Silvio Berlusconi e’ in atto una persecuzione”.
Ovviamente fra gli elettori e i militanti IDVsi e’ scatenato il putiferio, tanto che l’incauta candidata era costretta a una smentita ufficiale su You Tube. A ogni modo, durante la successiva campagna elettorale Marylin ce la metteva tutta, aprendo un suo sito con il quale comunicava in diretta video con gli elettori, girando in lungo e largo l’Italia nordoccidentale, addirittura presentandosi insieme a Tonino davanti ai cancelli della Fiat e, soprattutto, beneficiando ampiamente dell’aiuto della segreteria regionale del partito,a quanto pare non altrettanto prodiga nei confronti di Gloria Bardi. Alla fine, nessuna delle due candidate sarebbe stata eletta, ma la Fusco avrebbe ottenuto circa 8 mila preferenze, contro le quasi tremila della Bardi.
Passate le elezioni, Paladini si affrettava ad ascrivere alla propria gestione il buon risultato ottenuto dall’IDV in Liguria, in realta’ in linea con la media nazionale e,come nel resto del paese, dovuto principalmente alla forza d’urto del voto d’opinione antiberlusconiano. Il coordinatore regionale ne approfittava, da un lato, per un giro di vite nei confronti della minoranza interna del partito, facente capo alla “grillina”Manuela Cappello e, dall’altro, per “battere cassa” in vista di una ridefinizione dei rapporti di forza esistenti nel centro-sinistra ligure. L’IDV reclamava una maggiore rappresentanza istituzionale nelle varie amministrazioni locali, a Genova mandando sotto la maggioranza di centro-sinistra in consiglio comunale votando con l’opposizione e Paladini si spendeva senza riposo con Burlando e Marta Vincenzi. All’”ex ministro gerundio” cercava di strappare accordi in vista delle regionali del 2010,sostenendo che i tempi erano ormai maturi perche’ l’IDV,seconda forza della coalizione, potesse aspirare alla vicepresidenza della regione. Lasciamo al lettore il compito di immaginare a chi spettasse, secondo Paladini, l’onore di un cosi’ alto incarico. Fatto sta che la duplice offensiva riscuoteva un dulice risultato. A giugno un gruppo do otto membri del direttivo provinciale di Genova, tutti vicini a Manuela Cappello, rassegnava collettivamente le dimissioni in segno di protesta contro la gestione autocratica del segretario regionale. Ai primi di luglio, veniva conferito un nuovo assessorato all’Idv nella giunta comunale genovese. Il prescelto era Stefano Anzalone, covata Paladini,ca va sans dire, un tempo vicino a Forza Italia, anch’egli proveniente dal Sap, al quale veniva affidata la delega allo sport. Assumendo il nuovo incarico, Anzalone lasciava il suo ruolo di capogruppo Idv a Palazzo Tursi, che passava ora a Marylin Fusco. In provincia, invece, l’Italia dei valori rimaneva a bocca asciutta anche se, durante il braccio di ferro con gli altri partiti della maggioranza seguito alle elezioni di giugno, Paladini aveva fatto circolare insistentemente il nome di Salvatore Ottavio Cosma come nuovo assessore provinciale “di peso” in aggiunta (o in alternativa) all’odiata Manuela Cappello. Cosma, da poco rientrato in Idv, e’ attualmente responsabile enti locali della sezione ligure del partito. Di origini calabresi, da anni risiede a Genova, dove ha peregrinato a lungo in diverse formazioni politiche: ex Pci, poi Pds, ex assessore nella giunta comunale di Adriano Sansa, transitato gia’ in precedenza in Idv,era infine approdato nell’Udeur di Clemente Mastella, da cui e’ uscito pochi mesi fa. Il suo “peso” sembra derivare soprattutto dalle buone relazioni che mantiene nel capoluogo ligure con i suoi conterranei in quanto presidente dell’associazione di immigrati calabresi “La città del sole”|. Il 23 maggio 200, in un articolo del Secolo xix relativo a un’indagine condotta dal pm genovese Francesco Pinto venivano citati degli estratti di un rapporto della guardia di finanza dai quali emergevano i rapporti fra Cosma e la famiglia calabrese dei Mamone, imprenditori edili operanti in Liguria a lungo beneficiati con diversi appalti dalle amministrazioni di centro-sinistra.
I Mamone, sempre secondo la finanza, sarebbero stati segnalati dalla Dia per i loro legami con la cosca calabrese dei Mammoliti. A Savona e provincia, fra i paladiniani di stretta osservanza troviamo Rosario Tuvè e Vincenzo Catalano, che con il coordinatore regionale ligure agiscono come sol uomo. Tuvè anche lui ex margherita, e’ l’attuale segretario provinciale dell’Idv mentre Catalano, segnalato in passato negli ambienti della diaspora socialista, e’ il suo vice con delega agli enti locali. Oltre a ricoprire l’incarico nel partito, Tuvè e’ assessore ai lavori pubblici nel comune di Savona. Non molto tempo fa ha avuto l’onore di essere citato da Ferruccio Sansa e Marco Preve nel loro fortunato volume Il partito del cemento in quanto acquirente di un appartamento, ancora da costruire, nel complesso residenziale di lusso successivamente realizzato dall’architetto catalano Bofil nel quadro di una maxispeculazione edilizia che ha investito l’area del porto storico di Savona (2). Una scelta che al libero cittadino Tuvè non puo’ essere contestata ma che lascia un po’ perplessi in considerazione del fatto che, all’epoca dell’acquisto, l’assessore aveva la delega all’urbanistica, poi ceduta nel 2007 al collega Livio Di Tullio per assumere quella ai lavori pubblici. Nello stesso periodo, tra l’altro, mentre infuriavano le polemiche sul progetto, l’amministrazione comunale stava definendo con i costruttori alcuni aspetti riguardanti gli spazi di proprieta’ pubblica. Il trio Paladini-Tuvè-Catalano, alle ultime elezioni amministrative, si e’ ovviamente dovuto occupare di decidere le alleanze elettorali dell’Italia dei valori in provincia di Savona. A Celle Ligure, l’Idv si e’ schierata a fianco del candidato sindaco di centro-sinistra Renato Zunino poi eletto. Assicuratore Unipol, membro dell’esecutivo regionale del Pd, Zunino era gia’ stato sindaco di Celle nei primi anni Novanta. All’epoca, la sua amministrazione si era conclusa con una condanna patteggiata (3 milioni piu’ altri capi di imputazione amnistiati) per abuso di ufficio in relazione al rilascio di concessioni e autorizzazioni edilizie. In un’altra localita’ del savonese,Vado Ligure, l’Idv ha invece scelto di appoggiare la candidata sindaco Monica Giuliano, favorevole alla realizzazione della piattaforma per la movimentazione di container che, nei prossimi anni, dovrebbe essere costruita a Vado dalla Maersk, multinazionale danese del trasporto navale. Il progetto,osteggiato dalla stragrande maggioranza dei vadesi per le sue ricadute ambientali e paesaggistiche, e’ invece sostenuto dal centro sinistra ligure che lo spaccia come foriero di opportunita’ occupazionali. Peccato che Maersk negli ultimi mesi stia licenziando un po’ dovunque in Liguria,la’ dove e’ gia’ presente. A giugno 2009 si e’ votato anche per il rinnovo del consiglio comunale di Albisola Marina. Qui, all’inizio dell’anno,era stato costituito un circolo dell’Idv che aveva come referente cittadino Danilo Daneri, giovane ingegnere albisolese. Nell’approssimarsi della scadenza elettorale, i membri del circolo avevano avviato una fase di consultazione con entrambe le liste civiche riconducibili al centro sinistra che si sarebbero presentate alle elezioni. Con una di queste, “Nuova Rotta” che candidava a sindaco l’ex consigliere di opposizione Luigi Silvestro, si era instaurato gia’ nei mesi precedenti un rapporto di attiva collaborazione su diversi temi di interesse locale. Piu’ volte, nei mesi che avevano preceduto la scadenza per la presentazione delle liste, Daneri e gli altri membri del circolo avevano domandato a Tuve’ e a Catalano come regolarsi per le alleanze elettorali, ottenendo per lo piu’ appuntamenti in seguito rinviati e risposte ambigue. E dire che l’assessore e’ uno che di liste elettorali se ne intende, avendo dovuto sborsare in passato 600 euro per estinguere il reato di aver falsamente certificato una firma per le lsite regionali del 2005. Durante un incontro effettivamente avuto verso la meta’ di marzo con gli iscritti albisolesi, Tuve’ accennava en passant all’eventualita’ che il partito potesse correre alle comunali senza allearsi con i democratici, come sarebbe avvenuto, ad esempio, nella vicina Varazze. Piu’ o meno nello stesso periodo i dipietristi di Albisola apprendevano dai giornali che la decisione presa dalla segreteria regionale dell’Idv era quella di andare ovunque in alleanza col partito di Franceschini. Comprensibilmente disorientati, i membri del circolo arrivavano, il 2 aprile, a scrivere direttamente all’onorevole Palladini, senza ottenere alcuna risposta. Nel mese successivo, preso atto del silenzio degli organismi dirigenti locali, l’Idv di Albisola si attivava per dare il proprio contributo alla campagna elettorale di “Nuova Rotta”. “Due gironi prima della chiusura delle liste” ricorda Daneri “ricevo una chiamata di Tuve’, che mi comunicava la scelta di sostenere Vicenzi.” A quel punto il referente del circolo albissolese informava l’assessore che, vista la latitanza dei vertici regionali e provinciali, era ormai in corso una proficua collaborazione con il gruppo di Silvestro. “Menzogne” ribatte Tuve’ “abbiamo chiarito a Daneri che doveva appoggiare la lista “Albisola futura” con largo anticipo. Non e’ in questione la nostra stima per Silvestro e’ che avevamo il sentore che in quelle condizioni “Nuova Rotta” fosse destinata a perdere. E infa tti ci hanno dato ragione; a Varazze, dove abbiamo acconsentito che il partito andasse da solo e’ stato un massacro.”. Secondo l’assessore la scarsa esperienza di Daneri e dei suoi amici: “a Varazze abbiamo data carta bianca perche’ abbiamo ravvisato nei responsabili locali del partito dei presupposti di esperienza e competenza che non erano presenti ad Albisola. E comunque, l’ultima parola sulle alleanze elettorali spetta agli organismi di coordinamento regionale e provinciale,non al singolo gruppo di iscritti.” Su questo, va riconosciuto, Tuve’ ha ragione; secondo lo statuto oggi in vigore, i circoli di Idv non possono in alcun modo vincolare o rappresentare il partito sul territorio. Non possono cioe’ prendere decisioni in contrasto con quanto stabilito dagli organi statutari.
A essi, tuttavia, “deve essere assicurata l’attiva partecipazione alla vita politica del partito”(articolo 5) ed e’ stata proprio l’assenza di partecipazione quella che, ci pare di capire, ha determinato l’esito spiacevole della vicenda. Alle elezioni, Daneri si presentera’ nella lista di Silvestro “come libero cittadino, non come Idv”.
Per tutta risposta, a consultazione elettorale avvenuta, Tuve’ sospendeva l’intero circolo albissolese, a partire dal referente. In realta’ la vicenda delle comunali spiegava solo in parte il ricorso ad una decisione cosi’ estrema. A determinarla aveva infatti contribuito anche (soprattutto?) la lettera che, a urne ormai chiuse, Daneri e un gruppi di giovani iscritti a Idv delle provincie di Genova e Savona avevano inoltrato ai vertici nazionali del partito, lamentando l’eccessivo sbilanciamento dei dirigenti regionali e provinciali nei confronti della candidata Fusco. “Girando per la Liguria nelle settimane precedenti alle elezioni” sostiene Daneri “sembrava che l’unico candidato dell’Idv al parlamento europeo fosse Marylin Fusco. Noi come iscritti a Idv, abbiamo ritenuto doveroso fare campagna elettorale anche per altri candidati, a partire dalla ligure Gloria Bardi”. La vicenda della lettera e dell’avvenuta sospensione dal partito rimbalzava sugli organi di stampa locali con il sito Uominiliberi.it che rivelava un particolare, per Paladini e co ancora piu’ imbarazzante: durante la campagna elettorale, dalla segreteria provinciale e da quella regionale del partito sarebbero stati mandati ai candidati alle provinciali e alle comunali due sms in cui si proponeva lo sconto sul materiale elettorale a coloro che avessero deciso di associare ala propria candidatura alle amministrative a quella europea della Fusco……………..