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	<title>Casa della Sinistra Thomas Sankara</title>
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	<description>Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:42:47 +0000</pubDate>
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		<title>Intervento sulla privatizzazione dei servizi pubblici</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:40:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La discussione di questi giorni sulla privatizzazione dei servizi pubblici ha concentrato l&#8217;attenzione di molti sulla gestione dell&#8217;acqua, ma ha trascurato alcuni altri effetti del decreto recentemente approvato dal Parlamento. Innanzitutto bisogna ricordare che l&#8217;aspetto piu&#8217; invasivo e&#8217; l&#8217;obbligo alla privatizzazione di servizi importanti come quello idrico, la gestione dei rifiuti, il servizio di trasporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/05/antonio2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-591" title="antonio2" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/05/antonio2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La discussione di questi giorni sulla privatizzazione dei servizi pubblici ha concentrato l&#8217;attenzione di molti sulla gestione dell&#8217;acqua, ma ha trascurato alcuni altri effetti del decreto recentemente approvato dal Parlamento. Innanzitutto bisogna ricordare che l&#8217;aspetto piu&#8217; invasivo e&#8217; l&#8217;obbligo alla privatizzazione di servizi importanti come quello idrico, la gestione dei rifiuti, il servizio di trasporto pubblico locale. Si espropriano gli enti locali dalla facolta&#8217; di scegliere quale sia la forma di gestione piu&#8217; adeguata al contesto sociale ed economico, probabilmente prefigurando il controllo del mercato italiano da parte di grandi multinazionali. Molti hanno sottolineato come le tariffe dell&#8217;acqua saliranno inesorabilmente. Questa previsione e&#8217; confermata dalla realta&#8217;; Mediterranea Acque (che gestisce il servizio idrico a Genova) pur essendo una societa&#8217; con una maggioranza di capitale pubblico ha aumentato le tariffe dell&#8217;acqua del 14 per cento. E questo e&#8217; normale perche&#8217; il costo del servizio deve garantire i dividendi ai soci privati (siano i fondi speculativi o Impregilo).<br />
Anche gli effetti sull&#8217;occupazione sono particolarmente interessanti. In Iride gli occupati sono passati da 1060 (fine 2006) a 945 (fine 2008), e anche questo e&#8217; comprensibile perche&#8217; per ridurre i costi di gestione ci si concentra sul costo del lavoro, riducendo organici e cercando di incidere sulle condizioni di lavoro (aumenti dei ritmi e dei carichi di lavoro, orari ecc.).<br />
Non mi dilungo su questioni ovvie, come la perdita di controllo democratico su servizi essenziali.<br />
Nel passaggio da Amga (azienda speciale) a Amga SPA tutta pubblica a Iride il Consiglio Comunale e i cittadini hanno visto ridotti i poteri di indirizzo, programmazione e controllo; parole sempre più vuote a fronte del reale potere esercitato dai Consigli di Amministrazione e dagli Amministratori Delegati.<br />
Ma non c&#8217;e&#8217; solo l&#8217;acqua: quale politica virtuosa di riduzione di sprechi e rifiuti potra&#8217; fare un&#8217;azienda che ha come compito principale la creazione di profitti per i soci privati? E l&#8217;esperienza della parziale privatizzazione di AMT ha dato risultati positivi, o scontiamo l&#8217;aumento del 20 per cento delle tariffe, lo scontento dei lavoratori e la riduzione del servizio sotto forma di tagli alle corse e di rotture di carico?<br />
Come si vede c&#8217;e&#8217; molto materiale di riflessione per cercare di invertire la direzione intrapresa, seguendo le scelte di Parigi che dal 1 gennaio 2010 ripubblicizzera&#8217; il servizio idrico, proprio nella patria delle multinazionali dell&#8217;acqua. E allora una proposta istituzionale concreta e&#8217; quella di dichiarare i servizi, che non riteniamo debbano subire l&#8217;imposizione della privatizzazione, come servizi privi di rilevanza economica, attivita&#8217; che devono produrre qualita&#8217; della vita e non profitti per pochi.</p>
<p>Antonio Bruno<br />
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova</p>
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		<title>L&#8217;acqua incanalata verso le multinazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:08:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Acqua, il governo pone la fiducia sulla liberalizzazione. Si consegna il bene primario dell&#8217;umanità a solo tre multinazionali. Il giudizio di Legambiente.
“L&#8217;acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Obbligare la privatizzazione del servizio idrico, pertanto, vuol dire intraprendere la strada sbagliata. La maggior parte delle esperienze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/legambiente2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-711" title="legambiente2" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/legambiente2-150x148.jpg" alt="" width="150" height="148" /></a><strong>Acqua, il governo pone la fiducia sulla liberalizzazione. Si consegna il bene primario dell&#8217;umanità a solo tre multinazionali. Il giudizio di Legambiente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Obbligare la privatizzazione del servizio idrico, pertanto, vuol dire intraprendere la strada sbagliata. La maggior parte delle esperienze di privatizzazione di questo servizio, infatti, non hanno portato al miglioramento della qualità della risorsa, né alla diminuzione dei consumi e dei costi per i cittadini”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato la fiducia del Governo sul decreto Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la liberalizzazione di quello idrico.<br />
“Questa legge costituisce l’ennesimo attacco agli enti locali, Regioni e Comuni - ha aggiunto Cogliati Dezza – che saranno privati della possibilità di amministrare il proprio territorio, anche nella gestione di un bene primario come l’acqua, aprendo la strada ad una speculazione privata soprattutto a discapito dei cittadini. Una decisione come questa, inoltre, non tiene conto delle buone esperienze di gestione pubblica, mettendo tutti sullo stesso piano con gravi conseguenze sulla qualità del servizio offerto ai cittadini. Non si capisce, infatti, perché aziende pubbliche che, ancora oggi, garantiscono la qualità del servizio e tariffe contenute debbano ora essere obbligate a trasferire quote importanti dell’azienda a privati o addirittura a riaffidare la gestione ad altri”.<br />
“Proseguire sulla strada della privatizzazione vuol dire che entro i prossimi quindici anni il 65% del servizio idrico dell’Europa e del Nord America sarà gestito da sole tre multinazionali. Gli interventi normativi che occorrono al nostro Paese per ripristinare su tutto il territorio nazionale un servizio idrico efficiente ed evitare speculazioni economiche e disservizi sono altri– ha concluso Cogliati Dezza -. Occorre, infatti, trovare forme innovative per rendere protagoniste le comunità locali nella partecipazione alla gestione dei servizi idrici, per vigilare sull’applicazione di un esercizio trasparente ed equo, dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Su questi aspetti sarebbe fondamentale intraprendere scelte distinte e puntuali in base alle esigenze territoriali e non generiche, come quelle proposte dal testo di legge in questione, per evitare casi di cattiva gestione o la prevalenza di logiche di profitto a discapito della qualità del servizio e della risorsa, come le perdite idriche e la mancanza di investimenti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Legambiente</p>
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		<title>Definire acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale servizi privi di rilevanza economica per sfuggire alla privatizzazione voluta dal governo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:03:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa 18/11/2009
Definire acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale servizi privi di rilevanza economica per sfuggire alla privatizzazione voluta dal governo 
&#8220;Una forte mobilitazione popolare per contrastare la privatizzazione di acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale &#8220;. Antonio Bruno, capogruppo in Consiglio Comunale di Genova per Sinistra Europea - PRC, invita alla mobilitazione, ipotizzando anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/acquadollaro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-356" title="acquadollaro" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/acquadollaro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Comunicato stampa 18/11/2009</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Definire acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale servizi privi di rilevanza economica per sfuggire alla privatizzazione voluta dal governo </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Una forte mobilitazione popolare per contrastare la privatizzazione di acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale &#8220;. Antonio Bruno, capogruppo in Consiglio Comunale di Genova per Sinistra Europea - PRC, invita alla mobilitazione, ipotizzando anche un referendum, contro il dl Ronchi (.. servizi pubblici locali di rilevanza economica) a cui il governo porrà la fiducia oggi pomeriggio. &#8220;L&#8217;acqua e il trasporto pubblico devono rimanere pubblici e accessibili a tutti e ci vuole una politica che diminuisca drasticamente i rifiuti e li ricicli, invece di aumentarli sempre piu&#8217; per incenerirli.&#8221; afferma Bruno. &#8220;Siamo alla mercificazione totale; i privati faranno profitti su una risorsa collettiva che deve essere, per diritto, garantita a tutta la popolazione - aggiunge - E&#8217; una scelta che va anche in controtendenza rispetto altri Paesi che precedentemente avevano optato per la strada della privatizzazione dell&#8217;acqua, che oggi sono tornati sui propri passi e che stanno ripubblicizzando i servizi idrici&#8221;. &#8220;Anche il danno ambientale - spiega Bruno - sarà enorme: in un momento in cui i cittadini si stanno educando alla riduzione dei consumi, l&#8217;ingresso dei privati incentiverà invece l&#8217;uso e lo spreco dell&#8217;acqua, la produzione di rifiuti e l&#8217;uso dei mezzi privati. L&#8217;esperienza di privatizzazione (pur parziale) di Mediterranea Acque e AMT ha dimostrato in questi anni che le tariffe dell&#8217;acqua aumentano (anche i profitti dei fondi speculativi coinvolti) e che il trasporto pubblico si concentra sulle linee di forza trascurando la capillarita&#8217; del servizio.&#8221; &#8220;E&#8217; possibile che gli enti locali si svincolino da questa norma - conclude Bruno - In sede di discussione dell&#8217;aggiornamento dello Statuto Comunale (che sta sviluppandosi in questi giorni) proporro&#8217; di definire i servizi pubblici che non si intende privatizzare come servizi privi di rilevanza economica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Antono Bruno Capogruppo Sinistra Europea - PRC</p>
<p style="text-align: justify;">Genova, 18.11.09</p>
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		<title>Appello per una Liguria sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:54:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[APPELLO PER UNA LIGURIA SOSTENIBILE
In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell&#8217;importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all&#8217;assetto democratico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/prc.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-701" title="prc" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/prc-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>APPELLO PER UNA LIGURIA SOSTENIBILE</p>
<p style="text-align: justify;">In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell&#8217;importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all&#8217;assetto democratico sancito nella Costituzione repubblicana, pensiamo che sia comunque necessario che il dibattito politico si focalizzi anche sui contenuti programmatici della coalizione. Da tale punto di vista, riteniamo che il programma per un futuro governo di centro-sinistra debba sviluppare politiche economiche basate sull&#8217;equilibrio naturale, le energie alternative, la redistribuzione del lavoro, la valorizzazione del tempo libero, il sostegno alle produzioni locali, la diminuzione di sprechi e disuguaglianze.<br />
Pertanto, esso non potrà non tenere conto di istanze quali:<br />
-	il rilancio della gestione pubblica e comune dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico, i trasporti, i materiali post-consumo (rifiuti);<br />
-	la strenua difesa ed il rilancio dell&#8217;occupazione, in un contesto in cui migliaia di posti di lavoro sono tuttora a rischio a causa della crisi;<br />
-	la difesa della sanità pubblica, di cui va ribadita l&#8217;assoluta preminenza nel quadro dell&#8217;assistenza ai cittadini, unitamente all&#8217;impegno per una sua sempre maggiore efficacia in termini di risposta alle esigenze della popolazione e per la sua assoluta trasparenza dal punto di vista gestionale;<br />
-	la riaffermazione della centralità della scuola pubblica, oggetto, ormai da tempo, di un vero e proprio attacco finalizzato a depauperarne sempre più organici e strutture, a favore dell&#8217;insegnamento privato;<br />
-	la definizione di una politica per la gestione delle infrastrutture e dell&#8217;ambiente che prenda atto della saturazione del territorio ligure e che preveda la realizzazione solo di quelle opere che sono realmente utili alla cittadinanza e non alle varie lobby economico-finanziarie, in una logica di pianificazione che<br />
si fondi sul principio del costruire sul già costruito e che tenga conto, soprattutto, del diritto dei cittadini alla vivibilità;<br />
-	la realizzazione di un ciclo di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli obiettivi fissati dalla normativa (65% di raccolta differenziata entro il 2012), eviti &#8220;soluzioni finali&#8221; non coerenti con tali obiettivi e, soprattutto, pericolose per l&#8217;ambiente e la popolazione;<br />
-	la tutela e la riaffermazione dei diritti civili e di cittadinanza non solo per la maggioranza della popolazione ma anche per quelle minoranze vittime di una crescente discriminazione fondata su una supposta inconciliabilità delle differenze etniche, religiose, economiche o di scelta sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lanciamo, pertanto, questo appello rivolgendoci a tutti coloro che auspicano, per la Liguria, un futuro migliore rispetto al presente, nella speranza che la grave crisi economica, sociale ed ambientale in atto possa tradursi nell&#8217;occasione da cogliere per iniziare a costruire un modello di società più equo, più sostenibile, più solidale.</p>
<p style="text-align: justify;">Inviare le firme a <a href="mailto:genova@forumsinistraeuropea.it">genova@forumsinistraeuropea.it</a></p>
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		<title>Genova, manifestazione acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 07:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[
Comunicato stampa
Lunedì 16 novembre 2009
Manifestazione acqua pubblica
Si e&#8217; svolto questa mattina un presidio davanti alla sede di Iride per chiedere che il Parlamento non approvi l&#8217;articolo 15 del decreto legge 135/09. Questo articolo, approvato dal Senato e in discusisone alla camera dei Deputati, prevede l&#8217;obbligo agli enti locali di privatizzare acqua, rifiuti e trasporto pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/acquapubblica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1178" title="acquapubblica" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/acquapubblica-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p>Comunicato stampa</p>
<p>Lunedì 16 novembre 2009<br />
Manifestazione acqua pubblica</p>
<p style="text-align: justify;">Si e&#8217; svolto questa mattina un presidio davanti alla sede di Iride per chiedere che il Parlamento non approvi l&#8217;articolo 15 del decreto legge 135/09. Questo articolo, approvato dal Senato e in discusisone alla camera dei Deputati, prevede l&#8217;obbligo agli enti locali di privatizzare acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale. Di fatto si espropriano comuni e province dalla decisione della forma societaria piu&#8217; adatta a gestire importanti attivita&#8217; con ricadute sulla vita dei cittadini. Si mercificano acqua, autobus, metro, rifiuti che vedranno aumentare i costi per garantire i profitti.</p>
<p>Antonio Bruno</p>
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		<title>Sabato 14 novembre 2009: Gronda? No, grazie!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:42:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comitati Antigronda]]></category>

		<category><![CDATA[Gronda Ponente Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipiamo solidali a fianco dei Comitati Antigronda perché riteniamo che tale opera sia una sciagura per chi abita nel Ponente e nella Valpolcevera in particolare.
Questa opera è del tutto inutile per la cittadinanza e serve esclusivamente ad ingrassare i voraci cementificatori del territorio, senza portare nemmeno benefici all’occupazione locale in quanto chi si aggiudicherà l’appalto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/grondaponente.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-992" title="grondaponente" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/grondaponente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Partecipiamo solidali a fianco dei Comitati Antigronda perché riteniamo che tale opera sia una sciagura per chi abita nel Ponente e nella Valpolcevera in particolare.<br />
Questa opera è del tutto inutile per la cittadinanza e serve esclusivamente ad ingrassare i voraci cementificatori del territorio, senza portare nemmeno benefici all’occupazione locale in quanto chi si aggiudicherà l’appalto (ovviamente pensiamo, le cooperative legate al Partito Democratico) con la strategia dei sub-appalti, utilizzerà lavoratori provenienti da altre regioni e da altre nazionalità, e chissà, magari anche in nero. Non risolverà il problema del traffico cittadino che al contrario subirà un notevole aumento, ma ci regalerà polveri sottili ed amianto. Ma in gioco non è solo la costruzione della Gronda ma anche dell’Inceneritore (camuffato da Gassificatore), dall’Alta Velocità (o Alta Capacità che dir si voglia) ferroviaria e dal Terzo Valico; sempre che dopo aver ricevuto in regalo dalla Valbisagno il nuovo Mercato Ortofrutticolo, non arrivi anche il nuovo Stadio in sostituzione del Ferraris di Marassi.<br />
Il Circolo Valpolcevera del Partito della Rifondazione Comunista ritiene che con una cifra nettamente inferiore agli oltre 5 miliardi di euro che si dovrebbero spendere per la Gronda si potrebbe collegare la Bretella ferroviaria di Borzoli alla linea dei Giovi, si potrebbe prolungare la metropolitana fino a Pontedecimo, terminare la strada di sponda sul Polcevera e costruire la strada a mare per il ponente cittadino.<br />
Queste opere sì che servirebbero ad abbattere drasticamente l’uso del veicolo privato, a limitare ai minimi termini il trasporto merci su gomma, a preservare dalla speculazione cementifera il territorio ed a salvaguardare, cosa ancora più importante, la salute della cittadinanza sia del Ponente che della Valpolcevera,<br />
Per questo ci battiamo, seppur con le nostre limitate forze</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 14 novembre, partenza da piazza Rissotto ore 15.00</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/prc.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-701" title="prc" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/06/prc-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Partito della Rifondazione Comunista<br />
Circolo Valpolcevera Via Rivarolo 60r<br />
<a href="mailto:prcvalpolcevera@libero.it">prcvalpolcevera@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Genova, 20-21 novembre 2009 “Gaza. Restiamo umani” Incontro con Vittorio Arrigoni</title>
		<link>http://versose.altervista.org/?p=1169</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[Gaza restiamo umani]]></category>

		<category><![CDATA[incontro con Vittorio Arrigoni]]></category>

		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Gaza. Restiamo umani” di Vittorio Arrigoni
20 novembre ore 18 - Consorzio Zenzero - Via Torti 35 Arci Genova organizza un incontro con Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement. Sarà presentato “Gaza. Restiamo umani” il suo libro sul massacro di gennaio che racconta l’inferno di vivere nella Striscia di Gaza. Fra bombardamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/restiamo-umani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1170" title="restiamo-umani" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/restiamo-umani.jpg" alt="" width="150" height="223" /></a><strong>“Gaza. Restiamo umani” di Vittorio Arrigoni</strong><br />
20 novembre ore 18 - Consorzio Zenzero - Via Torti 35 Arci Genova organizza un incontro con Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement. Sarà presentato “Gaza. Restiamo umani” il suo libro sul massacro di gennaio che racconta l’inferno di vivere nella Striscia di Gaza. Fra bombardamenti e assedio, sofferenza e resistenza non violenta. L’incontro fa parte di un PERCORSO CITTADINO PIU’ AMPIO che prevede incontri con la società civile genovese, in una due giorni di memoria, e dibattiti a cura di:</p>
<p style="text-align: justify;">
- Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus,<br />
- Associazione Zataar<br />
- ARCI Genova<br />
- Assocazione “Senza paura. Restiamo umani”</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il programma completo (potra’ ancora subire qualche lieve modifica, non negli orari):<br />
Chiunque intenda partecipare è pregato di portare con se’ almeno una persona che di Gaza e Palestina sa poco o nulla, o ha le idee confuse.<br />
Perchè comprendere significa condividere.</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 20 novembre<br />
- ore 17.00 Piazza Alimonda: Vittorio Arrigoni incontra il Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus<br />
- ore 18.00-20.00 Circolo Arci “Zenzero” Via Torti 35 Conversazione pubblica con Vittorio Arrigoni, Gabriele Taddeo (Presidente ARCI Genova), Bice Parodi (Ass.ne “Senza paura. Restiamo umani”), Haidi Giuliani.<br />
A cura di ARCI Genova e Ass.ne “Senza paura. Restiamo umani”</p>
<p style="text-align: justify;">- ore 20,30 Biblioteca Berio Sala dei Chierici (Via del Seminario 16)<br />
dibattito pubblico con Vittorio Arrigoni, Angela Lano (direttrice Agenzia di Stampa Infopal).<br />
A cura di Associazione Zaatar, API (Associazione Palestinesi in Italia), Giuristi Democratici sez. Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre<br />
- ore 15 Via Monticelli 25 rosso (civico 9), sede del Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus: visita e incontro con soci e compagni di strada del Comitato<br />
- ore 17.30 Libreria “Books in the Casba” Via Pre 137 r presentazione pubblica del libro: “Gaza Restiamo umani”<br />
A cura di Associazione Zataar<br />
- ore 19.30 Collettivo Studentesco Aut Aut - Via delle Fontane 3 Aperitivo/incontro a cura di Associazione Zaatar e Aut Aut</p>
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/">http://guerrillaradio.iobloggo.com/</a><br />
Facebook: <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=60351735089">http://www.facebook.com/group.php?gid=60351735089</a></p>
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		<title>Diritto a manifestare. Il G8 riletto attraverso le sentenze dei processi.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[G8 2001]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRO PUBBLICO
Genova, lunedì 16 novembre 2009, ore 17
Sala di Rappresentanza - Palazzo Tursi
DIRITTO A MANIFESTARE
Il G8 riletto attraverso le sentenze dei processi.


saluto:  Antonio Bruno
interventi:
Laura Tartarini - avvocata
Emanuele Tambuscio - avvocato
Stefano Bigliazzi - avvocato
Lorenzo Guadagnucci - giornalista
Massimo Calandri - giornalista
moderatore: Salvatore Palidda - sociologo
Con le sentenze emesse quest&#8217;anno, il Tribunale di Genova ha oramai ricostruito molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/g8war.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1022" title="g8war" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/g8war.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>INCONTRO PUBBLICO<br />
Genova, lunedì 16 novembre 2009, ore 17<br />
Sala di Rappresentanza - Palazzo Tursi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DIRITTO A MANIFESTARE<br />
Il G8 riletto attraverso le sentenze dei processi.</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
saluto:  Antonio Bruno</p>
<p style="text-align: justify;">interventi:<br />
Laura Tartarini - avvocata<br />
Emanuele Tambuscio - avvocato<br />
Stefano Bigliazzi - avvocato<br />
Lorenzo Guadagnucci - giornalista<br />
Massimo Calandri - giornalista</p>
<p style="text-align: justify;">moderatore: Salvatore Palidda - sociologo</p>
<p style="text-align: justify;">Con le sentenze emesse quest&#8217;anno, il Tribunale di Genova ha oramai ricostruito molti degli episodi più drammatici relativi alle giornate del G8/Genova. Coloro che hanno seguito in prima persona i processi commenteranno ciò che è emerso dalla verità &#8220;giuridica&#8221;, proponendo una riflessione politica sul diritto a manifestare. Verrà proiettato il video sulla carica in piazza Manin, e alcuni audio di intercettazioni telefoniche relativi al processo Colucci.</p>
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		<title>Tanta pena per nulla</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[Comitato Verità e Giustizia per Genova]]></category>

		<category><![CDATA[Enrica Bartesaghi]]></category>

		<category><![CDATA[G8 2001]]></category>

		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>

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		<description><![CDATA[A nulla sono servite le drammatiche testimonianze dei manifestanti fermati o arrestati nel mese di luglio del 2001 a Genova. Il racconto delle violenze da loro subite, nelle strade e nelle piazze di Genova, alla Scuola Diaz, nelle caserme di Genova Bolzaneto e di Forte San Giuliano. Ad opera di poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie, medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/cvgg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1158" title="cvgg" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/cvgg-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>A nulla sono servite le drammatiche testimonianze dei manifestanti fermati o arrestati nel mese di luglio del 2001 a Genova. Il racconto delle violenze da loro subite, nelle strade e nelle piazze di Genova, alla Scuola Diaz, nelle caserme di Genova Bolzaneto e di Forte San Giuliano. Ad opera di poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie, medici ed infermieri. A nulla sono serviti i ricorsi presentati dai manifestanti alla Commissione diritti umani dell’ONU, alla Corte europea da parte della famiglia Giuliani. A nulla sono serviti i processi di primo grado per i fatti della Diaz e di Bolzaneto conclusi con la condanna di decine di appartenenti alle forze di polizia: poliziotti, guardie penitenziarie, medici ed infermieri. Tutti i condannati sono ai loro posti: nelle questure, nelle caserme, nelle carceri italiane. Nessuno è stato sospeso, nessuno ha chiesto loro di andarsene. A decine sono stati condannati per violenze ed abusi su persone inermi, non c’è stata nessuna reazione da parte dei media, dei partiti, delle istituzioni, della società civile. Nessuna richiesta di indagini interne, di misure cautelari.<br />
A nulla è servita la lezione di Genova, perché comunque un altro ragazzo è morto. Stefano Cucchi era il suo nome. E non è il primo a morire di carcere, di arresti, di “caduta dalle scale”. Solo che in questo caso la sua famiglia ha avuto il coraggio di dire no ed allora se ne parla. Ma quanti hanno parenti od amici disposti a metterci la faccia, a chiedere spiegazioni? E tutti gli altri? In queste ore si assiste ad un indecente balletto di dichiarazioni, di richieste di verità e di giustizia, da parte della maggioranza e dell’opposizione. Come se fosse la prima volta che questo accade … Come se in Italia fossero (almeno formalmente) rispettati i diritti delle persone fermate o arrestate. Andate a chiederlo fuori e dentro le questure, le caserme, le carceri.<br />
Suvvia, voi giornalisti, voi parlamentari, che tanto vi indignate per la morte di Stefano Cucchi, datevi una botta di democrazia e cominciate con i condannati, per i processi Diaz e Bolzaneto. Con i loro responsabili.<br />
Dove sono, cosa fanno, perché sono ancora ai loro posti? Sempre pronti a torturare, a vessare persone indifese? Tutto come se a luglio del 2001 a Genova non fossero stati violati tutti i diritti previsti dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionale in merito ai diritti umani …<br />
Tutto come se nulla fosse stato.<br />
Ed intanto si continua a morire di carcere.</p>
<p>Enrica Bartesaghi<br />
Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova</p>
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		<title>Comunicato stampa su linee guida AMT</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[AMT]]></category>

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		<description><![CDATA[La dirigenza dell’AMT ha illustrato le linee guida per lo sviluppo del trasporto pubbico locale economicamente e socialmente sostenibile alla competente commissione consiliare del Comune di Genova. Una relazione tutta economica, senza alcun interesse evidente per il benessere, la mobilita’ e la salute dei cittadini. Nella relazione si afferma che si vuole ridurre il servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/03/antonio4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-185" title="antonio4" src="http://versose.altervista.org/wp-content/uploads/2009/03/antonio4.jpg" alt="" width="86" height="99" /></a>La dirigenza dell’AMT ha illustrato le linee guida per lo sviluppo del trasporto pubbico locale economicamente e socialmente sostenibile alla competente commissione consiliare del Comune di Genova. Una relazione tutta economica, senza alcun interesse evidente per il benessere, la mobilita’ e la salute dei cittadini. Nella relazione si afferma che si vuole ridurre il servizio nelle linee che non sono di maggiore carico, si vogliono aumentare il costo dei titoli di viaggio (anche riducendo il tempo di validita’), soprattutto gli abbonamenti. Inoltre si vuole concentrare il servizio dalle 6.00 alle 21.00 e introdurre “rotture di carico”. Penso che questa proposta non sia condivisibile, al contrario e’ necessario che Governo, Regione e Comune investano risorse aggiuntive e che vengano introdotte altre corsie protette, superando resistenze corporative.</p>
<p>Antono Bruno<br />
Capogruppo Sinistra Europea - PRC</p>
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