Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI Nodo di Genova

Casa della Sinistra Thomas Sankara


Archive for the ‘Senza categoria’


Genova, 4 novembre: 388° ora in silenzio per la pace 0

Posted on Ottobre 31, 2009 by admin

* La 388° ora in silenzio per la pace sui gradini del palazzo ducale di Genova si terrà il 4 novembre, il giorno in cui saremo sommersi di retorica militarista e patriottarda.
* Quel giorno saremo in piazza de Ferrari a partire dalle ore 17 insieme al Forum per la sinistra europea, Sinistra Critica, Cobas, Comitato pace “Rachel Corrie, Gruppo pacifiste e pacifisti di Genova, Arci Genova, Emergency Genova ( che esporrà in piazza una mostra sui propri ospedali “disarmati” in zone di guerra), Punto Rosso Genova.
* Però contiamo anche sulla partecipazione di quanti hanno appeso le bandiere della pace ai propri balconi, hanno partecipato ad iniziative e manifestazioni, vedono che la guerra diventa ogni giorno di più una cosa “normale” ma continuano a pensare che sia un delitto.
* Su proposta del Patto Permanente contro la guerra, manifestazioni si svolgeranno anche a Vicenza, Novara, Bologna, Firenze, Pisa, Livorno, Colleferro, Catania, Napoli
*Il volantino che verrà distribuito comprende una parte di testo ed alcune vignette di Vauro. Chi desiderasse sottoscriverlo ce lo comunichi al più presto.
Contiamo sull’aiuto di tutti/e per farlo circolare, grazie!*

ORA IN SILENZIO PER LA PACE
(4 Novembre 2009 trecentottantottesima ora in silenzio)
IL 4 NOVEMBRE GIORNATA DELLE FORZE ARMATE
Ogni mercoledì siamo qui in Piazza de Ferrari dalle 18 alle 19. VIENI E SIEDITI ANCHE TU CON NOI
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti Fotocopiato in proprio
Pzza Palermo 10B Genova

SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO IL MILITARISMO, CONTRO LE MISSIONI DI GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN !!
A te che hai partecipato alle marce per la Pace,
A te che avevi appeso la bandiera arcobaleno al tuo balcone,
A te che hai firmato petizioni contro la guerra e per il ritiro delle truppe,
A te che sei scesa/o in piazza per chiedere la fine della guerra permanente travestita da missioni di pace,
A te che hai chiesto di tagliare le spese militari per riconvertirle in spese sociali,
A te che vorresti riconvertire le fabbriche di armi per produrre beni per la vita, e non più strumenti di morte,
A te che vorresti chiudere le basi militari perché minacciano la vita di altri popoli e la salute del tuo paese,
A te che hai protestato contro le bombe atomiche ed hai chiesto il disarmo come unica sicurezza,
A te che hai contestato la retorica patriottica che giustifica la morte e la distruzione,
A te che vuoi un’Italia di pace, solidale con gli altri popoli e non più complice della guerra globale,
A te che ripudi la guerra “ come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”,
A te che guardi alla Palestina, al Kurdistan, all’Africa, all’Iraq, all’Afghanistan, all’Iran, a tutto il Medio oriente e lotti per una politica di pace, perché l’Italia esca dalle alleanze di guerra

RIVOLGIAMO QUEST’APPELLO PER TORNARE A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE CONTRO LA GUERRA, PER SOSTENERE ANCORA IL MOVIMENTO CHE LOTTA PER LA PACE, NELLE PIAZZE, NELLE SCUOLE, NELLE UNIVERSITA’, NEI LUOGHI DI LAVORO
LA GUERRA E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
E’ ANCHE UN MISFATTO ECONOMICO

ADESIONI:
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti ; Forum per la sinistra europea; Sinistra Critica; Cobas; Comitato pace “Rachel Corrie; Gruppo pacifiste e pacifisti di Genova; Centro ligure documentazione pace; Arci Genova; Emergency Genova; Punto Rosso Genova

Gronda: mozione su fine Dibattito Pubblico 0

Posted on Ottobre 21, 2009 by admin

Vedi anche Emendamenti compatti: tutti gli emendamenti sono stati bocciati da 41 voti (PD, PDL, IDV, UDC) e 5 a favore (PRC-SE, Sel, Verdi)

MOZIONE

premesso che le “Linee Programmatiche” della Sindaco prevedono di trasferire progressivamente il traffico su gomma al traffico su rete ferroviaria, condizione imprescindibile del rilancio economico e della sostenibilità ambientale della città;

preso atto della Delibera del Consiglio Comunale del 17 aprile n° 31/2008 che approva il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 5 maggio 2008, in ordine alla realizzazione e gestione dello hub di Alessandria e i relativi interventi sulla viabilità d’accesso;

tenuto conto che a breve sarà indetta la gara d’appalto per la realizzazione del Nodo Ferroviario, a seguito dell’approvazione da parte del CIPE del Progetto definitivo (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 221 del 22/09/2006) e dell’aggiornamento di Progetto del Contratto di Programma 2007-2011 tra Ministero delle Infrastrutture e RFI, approvato dal CIPE nella seduta del 31/01/2008 TABELLA A Opera in Corso;

tenuto conto dell’inizio dei lavori per l’ampliamento di Lungomare Canepa, a seguito del Provvedimento di Perfezionata Intesa rilasciato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche Lombardia-Liguria in data 20/12/2007 prot. N° 8940 e successivamente dell’approvazione da parte dell’ANAS del Progetto per le prime opere migliorative con interventi di riqualificazione della viabilità di Lungomare Canepa del 05/05/2008 prot. N° CGE-0002777-i;

tenuto conto dell’approvazione, con deliberazione del Consiglio Comunale in data 09/09/2008, del Programma integrato di interventi per la riqualificazione urbana di Cornigliano predisposto dalla “Società per Cornigliano S.p.A.” e della prima fase attuativa degli interventi stessi, comprensivi della cosiddetta “strada a mare”;

tenuto conto dell’Intesa quadro del 9 gennaio 2003 relativa alla componente stradale del nodo stradale e autostradale tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e Autorità Portuale;

Considerato che si è concluso il dibattito pubblico sulla Gronda di Ponente (Genova, 1° febbraio - 30 aprile 2009), il primo caso in Italia di débat public relativo a una grande opera infrastrutturale, dando corso all’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale nella seduta del 14 ottobre 2008;

Considerato che dal Dibattito Pubblico è emersa la condivisione nell’affrontare la congestione del traffico autostradale e urbano a Genova sia da parte di quegli attori che sostengono la necessità della gronda, sia di quegli attori che argomentano circa l’utilità di alcune opere – spesso alternative alla Gronda di Ponente – ritenute necessarie e sufficienti a risolvere i problemi della mobilità urbana e autostradale.

Considerato inoltre che durante il Dibattito Pubblico sono emerse differenti valutazioni tra
chi considera la Gronda come opera necessaria al sistema autostradale, necessaria per lo sviluppo dell’economia genovese
chi considera altresì la Gronda una soluzione sbagliata a un problema (la congestione) sino ad ora non governato

Considerato inoltre che tutti gli attori convergono nel ritenere prioritario il potenziamento del trasporto
ferroviario per le merci e per le persone e del trasporto pubblico, in particolare della metropolitana.

Considerato che tutti gli attori intervenuti convergono sulla necessità dei seguenti interventi:

- interventi ferroviari (ferrovia metropolitana Nervi-Voltri e prolungamento della metropolitana da Certosa a Pontedecimo; sistemazione del nodo ferroviario ivi compresi i collegamenti tra la bretella di Voltri e le linee di Valico, sia in direzione Genova che in direzione Milano, collegamento tra i moli portuali e le linee esistenti, politica tariffaria e normativa che favorisca il trasporto via ferro; il finanziamento della sopraelevata portuale);

- interventi stradali: strada a mare Cornigliano – Lungomare Canepa da collegare al casello di Cornigliano;
completamento della strada di sponda destra del Polcevera e suo collegamento con la nuova strada a mare;
sistemazione del nodo di san Benigno.

Sottolineato come durante lo svolgimento del dibattito sia stata avanzata dall’Istituto Nazionale di
Urbanistica (Inu) della Liguria la cosiddetta “ipotesi incrementale“ suggerendo di aspettare l’implementazione degli interventi stradali e ferroviari condivisi per verificare l’impatto sulla mobilità e valutare la necessità di ulteriori interventi stradali.

Considerati gli impatti importanti dovuti dalla costruzione della gronda su il rischio amianto, la gestione dei cantieri, lo smaltimento dello smarino, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, l’inquinamento idrico, l’impatto sulle aree di pregio naturalistico, l’impatto sulle abitazioni;

Considerato inoltre il rischio sociale di creare una zona che ospita più di un terzo degli abitanti della città, in cui si concentrino problematiche socio-economiche (rischio ghettizzazione);

Considerato perciò molto positivo lo svolgimento del Dibattito Pubblico, perché non è stato un rituale preordinato, ma ha prodotto un’imprevista ridefinizione dei temi sul tappeto e, in particolare perché, per la prima volta da quando (anni ’80) si è iniziato a discutere di bretella o gronda autostradale, è stato possibile discutere pubblicamente sull’opportunità dell’Opera, scoprendo che la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese e pertanto ponendo al centro della discussione non solo il “come” ma anche il “se”, superando il mandato iniziale alla Commissione che riguardava esclusivamente la discussione sulle cinque alternative di attraversamento della Val Polcevera (pag. 9);

Tenuto conto che sull’ipotesi della nuova autostrada si è aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilità, sia sul rapporto tra costi e benefici e che nel corso del non si è arrivati ad alcuna conclusione definitiva (pagina 83), ma, come sottolinea la Commissione, le riflessioni sviluppate hanno confermato che la Gronda non è il rimedio, ma uno dei possibili rimedi;

Tenuto conto che Autostrade per l’Italia (ASPI) ha presentato una proposta conclusiva di tracciato che ricalca grandemente il tracciato 2, coinvolgendo piu’ di un centinaio di famiglie e decine di attività produttive, con un forte impatto ambientale;

Tenuto altresì conto che a tutt’oggi non è stata prodotta una attenta analisi costi – benefici e in particolare una motivazione dettagliata dei costi dell’intervento;

Il Consiglio Comunale

Ritiene non motivata dalle risultanze del dibattito pubblico e non condivisibile la proposta avanzata da ASD Ritiene non motivata e non condivisibile la proposta di ASPI;

IMPEGNA LA SINDACO E LA GIUNTA

A perseguire nel suo programma di interventi, coerente con le Linee Programmatiche del Sindaco approvate dal Consiglio Comunale, per:il potenziamento delle infrastrutture di interesse metropolitano a beneficio del Trasporto Pubblico Locale;
una politica della mobilità che privilegi il trasporto pubblico;
il rafforzamento delle iniziative finalizzate a potenziare il trasporto su ferro/rotaia e a diminuire quello su gomma;
la separazione dei flussi di mobilità delle merci dai flussi delle mobilità delle persone al fine di coniugare la competitività delle attività produttive genovesi e in particolare del Porto con il benessere e la vivibilità della città;
ad operare affinché siano rapidamente avviate le opere per la ristrutturazione del Nodo di San Benigno
a garantire e tutelare i residenti e le attività economiche interessati dagli interventi infrastrutturali attraverso un adeguato stanziamento di risorse e l’individuazione di aree idonee alla riallocazione;

Ad aggiornare il protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Anas Spa del 27 febbraio 2006 per la realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova, in modo che sia data attuazione agli interventi unanimemente condivisi e sopra elencati, posticipando a una successiva valutazione dell’impatto di tali opere sulla mobilità qualunque ipotesi di bypass autostradale.

I Consiglieri Comunali

Antonio Bruno
Arcadio Nacini
Bruno Delpino
Luca Dallorto

TAV: La stangata, domenica 4 ottobre Raitre 0

Posted on Ottobre 03, 2009 by admin

COMUNICATO STAMPA “PRESADIRETTA”
di Riccardo Iacona e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone
QUINTA PUNTATA
“LA STANGATA”
Domenica 4 ottobre ore 21.30

18 anni fa e’ stato presentato per la prima volta il progetto della TAV. Era prevista una spesa di 15 miliardi euro, quasi tutto da capitali privati. I politici dell’epoca, infatti, avevano promesso che l’opera si sarebbe in parte autofinanziata e che il 60 per cento dei quindici miliardi necessari alla sua realizzazione sarebbero arrivati da investitori. La realtà e’ stata ben diversa: i quindici miliardi sono già diventati 32 e ancora la TAV non e’ finita. Purtroppo l’alta velocità e’ tutta a carico del cittadino che la sta pagando con le tasse perché per trovare i fondi lo stato italiano si e’ indebitato per decenni. Ci vorranno due generazioni per saldare il debito che ha contratto.
A PRESADIRETTA Alessandro Sortino ha svelato la lunga catena degli appalti e dei subappalti della TAV per cercare le ragioni di questa vera e propria STANGATA per i conti pubblici.
In questa puntata anche la vicenda della lotta degli operai della INNSE di Milano per salvare il posto di lavoro e la loro fabbrica. PRESADIRETTA e’ stata accanto ai quattro operai che sono rimasti sette giorni e otto notti su una gru e a quelli che li sostenevano. Un emozionante reportage di SILVIA LUZI ci racconterà chi sono, cosa vogliono e che fine hanno fatto i lavoratori che per primi hanno scelto una forma di lotta così estrema.

Legambiente su incendi in Liguria 0

Posted on Settembre 08, 2009 by admin

COMUNICATO STAMPA

Esprimiamo la nostra più viva preoccupazione per i roghi, per lo più, statisticamente di origine dolosa che si sono accesi nella nostra Regione mandando in fumo migliaia di ettari di, bosco e macchia, o addirittura campi coltivati, oltre a minacciare case e salute dei cittadini.
Non sappiamo se dietro ciò ci siano strategie delinquenziali o, più probabilmente, cause differenziate anche se similari: un punto è però chiaro, le aree più colpite dagli incendi sono o i Parchi, o le aree verdi periurbane, quest’ultime deputate, come il Parco delle Mura a Genova a divenire i Parchi Regionali del futuro Ligure. Guarda caso, infatti i roghi genovesi sono scoppiati poco dopo che si era iniziato un discorso sul futuro PUC di Genova che, seppur con contraddizioni ed ambiguità, sembra destinato a salvaguardare le aree verdi periurbane da un ulteriore sviluppo edilizio, che in un territorio prevalentemente obliquo, come quello Ligure, è stato apportatore dei peggiori danni da consumo del suolo, a cominciare dalla rottura degli equilibri idrogeologici, e le alluvioni del Bisagno a Genova sono imperitura testimonianza di ciò.  Altro aspetto sintomatico sono gli incendi nei Parchi, luoghi di vincolo edilizio, a cominciare dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, devastato da un violento incendio partito nei pressi dell’abitato di Corniglia e molto probabilmente doloso. Qualcuno obietterà che gli incendi creano un vincolo edilizio su terreni percorsi dal fuoco: ma cosa sono dieci anni in un territorio come il nostro dove la speculazione edilizia agisce a largo spettro? Solo il tempo di vita di un PUC. Bisogna quindi che la Regione Liguria vari Leggi ancor più severe di quella Nazionale, essendo le Leggi più restrittive una sua facoltà, elevando i tempi di vincolo rispetto a quanto previsto dalle normative nazionali.. Bisogna altresì che ogni mezzo per rendere sempre più trasparenti ai cittadini e ai portatori d’interesse e più ponderati i PUC, sia adoperato; mettendo in funzione gli strumenti già previsti dalla Legge ma sottoutilizzati o non ancora Adottati: come la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), prevista dalla Unione Europea e di cui abbiamo la Legge Quadro Nazionale, ma non la Legge Regionale, che stenta a venire, e rispetto alla quale abbiamo, come Legambiente Liguria effettuato ricorso al Consiglio di Europa e Petizione al Parlamento Europeo. Solo così le Amministrazioni Locali e Regionale potranno finalmente mettere fine a questa spirale perversa, che in Liguria fa sospettare forti collusioni politiche trasversali col non ufficiale, ma ben presente, partito del cemento e del mattone.

Stefano Sarti
Presidente Legambiente Liguria

Incendio a Genova: intimidazione contro la variante di salvaguardia del PUC 0

Posted on Settembre 08, 2009 by admin

Genova, 07/09/09

COMUNICATO STAMPA
Incendio a Genova: intimidazione contro la variante di salvaguardia del PUC

Ancora una volta Genova è stata “sorpresa” da devastanti incendi. Ad essere colpiti in questo caso sono i cittadini del levante genovese nelle alture tra i quartieri di Nervi e Quarto.
Secondo l’esperienza di questi anni si sa, che tali incendi, vengono appiccati nelle giornate in cui la situazione meteorologica (clima secco con venti di tramontana) è la più adatta a che si propaghino nella maniera più rapida ed invasiva possibile. Sarebbe bene che, non solo i piromani ma anche le istituzioni addette alla prevenzione degli incendi, utilizzassero questa informazione per aumentare i controlli e quindi la sicurezza dei nostri boschi e delle case circostanti, in quelle particolari giornate.
L’altro aspetto “interessante” è il sospetto che tali azioni siano una ritorsione contro la proposta di “variantona” al PUC che dovrebbe preservare appunto le zone collinari dalla cementificazione. Per rendere vana questa “intimidazione” auspico che tutte le forze politiche cittadine si uniscano per confermare il blocco di edificazione al di la della linea verde; sia quello esistente sia quello che dovrà essere ripristinato dopo ogni incendio.

Il Capogruppo
Antonio Bruno

Acquasola: Il Partito del Cemento ha fame, con la nostra presenza facciamogli passare l’appetito 0

Posted on Agosto 13, 2009 by admin

Sistema Parcheggi, con la devastante complicità del Sindaco di Genova e del Presidente della Regione Liguria, vuole fare in fretta. Cominceranno in questi giorni a distruggere l’Acquasola. Contro ogni logica di difesa dell’ambiente e di tutela del bene comune quello che a loro interessa è far trovare i genovesi di fronte al fatto compiuto al ritorno dalle vacanze!
Vergogna!

Il Parco dell’Acquasola è uno dei più significativi parchi urbani d’Europa oltre a rappresentare l’unico polmone verde del centro della città di Genova. Eppure la scelta di costruire un parcheggio interrato di tre piani distruggendo il verde esistente è frutto di una logica che tutti definiscono sbagliata. In tutto il mondo si cerca di eliminare le auto dalle città privilegiando il trasporto pubblico e qui invece si invitano le auto a venire in centro e parcheggiare all’Acquasola. Tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti in questa nuova speculazione mentono sapendo di mentire! E’ inaccettabile che il Comune di Genova si dichiari impotente quando invece potrebbe revocare la concessione del suolo pubblico.  E’ surreale che la Regione Liguria abbia concesso lo stanziamento di soldi europei per la cifra di 2,690,000 euro ai costruttori. I costruttori, la Sistema parcheggi srl, con una campagna di disinformazione hanno raccontato che gli alberi saranno per lo più prelevati e ripiantumati, che si tratta di un’operazione di bonifica e miglioramento del verde con 70 alberi nuovi di zecca e che i lavori dureranno solo 3 anni.  Ma questo non avverrà: finiti i lavori del parcheggio sotterraneo che prevede 482 posti auto di cui 141 box privati, mamme e bambini respireranno i fumi delle auto perché nel centro del parco ci sarà una colonna per l’areazione e un patrimonio storico e artistico sarà definitivamente perduto insieme a 70 alberi secolari. Rivolgiamo un’appello a tutta la città, ai Comitati cittadini, ai gruppi consiliari, alle associazioni, ai centri sociali, ai partiti, agli operatori televisivi, ai giornalisti affinchè affianchino con le loro firme, ma anche e soprattutto con la propria presenza noi cittadini, che ci siamo battuti in questi anni per difendere il parco, nel dare quello che sarà forse l’ultimo segnale di pressione che potremo dare alle nostre istituzioni locali : Bloccare i lavori revocando la concessione del suolo pubblico alla Sistema Parcheggi Questa è oggi l’unica possibilità praticabile per dimostrare a noi cittadini , al di là delle mille dichiarazioni rilasciate in questi anni,se sono nei posti che ricoprono,per amministrare nei nostri interessi o per loro stessi.
Noi saremo li, nel parco, dalla sera del 17 Agosto con una festa-presidio non-stop
Comitato Acquasola
Genova 11 Agosto 2009

Genova 2001, una vergogna senza fine 0

Posted on Luglio 19, 2009 by admin

Genova 2001, una vergogna senza finedi Vittorio Agnoletto *

«Se invece debbo dire se ci sono state discriminazioni nei miei confronti, queste sì. Anche perché sembra che l’unica testa caduta fino adesso, di tutto questo processo e di quello che si è verificato a Genova, sia stata la mia…».
Risponde così al Pm il dott. Pasquale Guaglione, vicequestore aggiunto a Genova nel 2001. Fu lui a trovare le famose due molotov in corso Italia il pomeriggio del 21 luglio e fu lui a testimoniare che quelle rinvenute, secondo i suoi colleghi, all’interno della Diaz, altro non erano se non le stesse bottiglie incendiarie da lui raccolte in tutt’altra zona della città.
Il dott. Guaglione, nonostante le vessazioni subite e la carriera stroncata, conferma la sua testimonianza e così motiva la sua fedeltà alla verità: «…Il giuramento che noi facciamo nel momento in cui entriamo in amministrazione è quello sì di difendere lo Stato e il suo capo, cioè in definitiva ‘proteggi il re ma difendi il popolo’, però se il re si dimostra non all’altezza della situazione è il sentimento della giustizia che deve prevalere su tutto… ».

La distruzione dei computer
La fiducia del tribunale nella correttezza e nella buona fede degli agenti impegnati nel blitz è a prova di qualunque ragionamento. La Corte nella sentenza infatti, in relazione all’episodio della devastazione, nella scuola Pascoli, da parte delle forze di polizia dei computer in dotazione ai legali del Genoa Social Forum (Gsf), si chiede quale potesse essere l’interesse degli agenti a distruggere i computer «nelle cui memorie è presumibile fossero immagazzinati dati delicati che le forze dell’ordine, impegnate nella ricerca di pericolosi sovversivi, non avrebbero invece avuto interesse a sopprimere».
L’apparente ingenuità di simili affermazioni lascia spazio alla sensazione di trovarsi di fronte ad una vera e propria provocazione da parte della magistratura giudicante. Chiunque si sia occupato anche solo marginalmente di quanto avvenuto alla scuola Diaz sa perfettamente che nei pc erano raccolte decine e decine, forse centinaia, di testimonianze sulle violenze consumate dalle forze dell’ordine ai danni di pacifici manifestanti; materiali questi che la polizia aveva tutto l’interesse a distruggere. Non bisogna essere dei geni per comprenderlo; negare questa ovvietà e sperare di essere creduti, significa invece considerare dei deficienti tutti coloro che leggeranno la sentenza. Ma pur di giustificare l’ingiustificabile la Corte arriva a negare qualunque evidenza; non vi sarà infatti nessuna sentenza di appello, tutto andrà in prescrizione e nessun altro giudice (ammesso che ve ne sia qualcuno che abbia il coraggio di scontrarsi con le alte sfere della polizia) potrà ribaltare simili affermazioni.
Aggiungo una testimonianza personale: la sera del 21 luglio, qualche ora prima della mattanza alla Diaz, in uno studio televisivo di un’emittente locale, ma in collegamento nazionale, avevo mostrato uno spezzone di un filmato realizzato da Davide Ferrario nel quale si vedevano in modo incontrovertibile alcune persone vestite da black block sfasciare vetrine ed auto e poi rifugiarsi dietro le linee delle forze dell’ordine intrattenendo rapporti amicali con alcun poliziotti. Durante l’inchiesta furono rese pubbliche molte telefonate tra componenti delle forze di polizia registrate dal 113, in una di queste si può sentire in modo molto chiaro un poliziotto che descrive ad un suo superiore il filmato appena presentato in televisione e lo sollecita a smentirne immediatamente e pubblicamente il contenuto. Non prima di aver messo in guardia il suo capo che nel filmato sotto il vestiario di un supposto black block spuntavano le mostrine della polizia.
Non ho dubbi che alla scuola Pascoli i devastatori in divisa cercassero anche quel filmato, l’unico allora, la sera del 21 luglio 2001, che era stato reso pubblico; ma purtroppo per loro alla prima interruzione pubblicitaria della trasmissione televisiva, avevo abbandonato lo studio e la cassetta di Ferrario era stata immediatamente messa al sicuro.

Nessun risarcimento al Gsf
La Corte giudicante non ha riconosciuto alcun risarcimento al Gsf che era stato, all’inizio del dibattimento, riconosciuto come parte civile; la motivazione, a quanto si legge nella sentenza, è che: « Nessuno dei reati accertati appare commesso in suo danno o dei suoi affiliati o simpatizzanti in quanto tali».
L’ipocrisia non ha limiti: la scuola Diaz non era stata forse data in gestione al Gsf e quindi tutti quelli che vi dormivano non erano forse ospiti del Gsf stesso? La Pascoli non era forse la sede ufficiale del Gsf? Ed il servizio legale non aveva lì suo quartiere generale proprio perché agiva in stretto collegamento con il Gsf? E tutti, o comunque molti di costoro, non erano e non si consideravano forse allora simpatizzanti, se non aderenti al Gsf? Non è forse vero che la polizia motivò l’assalto alla Diaz e alla Pascoli secondo il teorema che quelle scuole erano sede dei black block e che questi erano coperti dal Gsf, con l’obiettivo di convincere la pubblica opinione dell’equivalenza tra black block e Gsf? Non è forse vero che in seguito a quanto avvenne quella notte, gran parte dell’attività del Gsf nei mesi seguenti fu finalizzata a contrastare la campagna denigratori nei suoi confronti, a seguire e a sostenere le vicende processuali, distogliendo necessariamente forze e risorse dal proseguimento del proprio impegno nella lotta contro la globalizzazione liberista, che era la ragione stessa della propria esistenza?

Un libro istruttivo
Questi sono solo tre spunti di riflessione fra i tanti che emergono dalla lettura del libro «Scuola Diaz. Vergogna di Stato», a cura di Checchino Antonini, Francesco Barilli e Dario Rossi. Gli autori ripropongono una parte significativa della requisitoria dei Pm e delle motivazioni della sentenza sulle violenze poliziesche alla scuola Diaz. In genere le motivazioni delle sentenze sono lette solo dagli avvocati ed ignorate dal grande pubblico che, se interessato, si limita a leggere brevi sintesi sui quotidiani. Sintesi che in questo caso sono quasi del tutto mancate.
Ecco perché la lettura di questo libro è un’esperienza interessante e fortemente istruttiva. Da affrontare con un po’ di Valium a disposizione per non rovinarsi lo stomaco e la giornata.

* ex portavoce Gsf nel luglio 2001 a Genova

Come un uomo sulla terra 0

Posted on Luglio 06, 2009 by admin

Venerdì 10 luglio ore 21.00

Casa della Beata Chiara (già del Capitano del Popolo)
Via San Bonaventura 4, Genova Pontedecimo

Proiezione del video “Come un uomo sulla terra”, regia di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene

interverrà: l’avv. Alessandra Ballerini esperta in Diritto dell’immigrazione

DAL 2003 ITALIA ED EUROPA CHIEDONO ALLA LIBIA DI FERMARE I MIGRANTI AFRICANI. MA COSA FA REALMENTE LA POLIZIA LIBICA? COSA SUBISCONO MIGLIAIA DI UOMINI E DONNE AFRICANE? E PERCHÈ TUTTI FINGONO DI NON SAPERLO? IL DOCUMENTARIO RACCONTA IL VIAGGIO DI MIGRANTI E PROFUGHI ATTRAVERSO I LAGER DELLA LIBIA, DOVE SUBISCONO OGNI TIPO DI VIOLENZA PER RAGGIUNGERE L’ITALIA. LA SORTE CHE OGGI ATTENDE TUTTI COLORO CHE IL MINISTRO MARONI “RESPINGE” NEL PAESE DI GHEDDAFI.

Scarica volantino

Voi G8, noi G(s)Otto 0

Posted on Giugno 25, 2009 by admin

Sabato 4 luglio ore 20.30
Voi G8, noi G(s)OTTO: voci dal basso per un’economia di giustizia
A Genova otto anni dopo per discutere di crisi della globalizzazione,diritti e prospettive di cambiamento.

GENOVA - Quartiere Oregina - Giardini Via Napoli angolo Via Vesuvio
Introduce Deborah Lucchetti - FAIR * Francesco Gesualdi Centro Nuovo Modello di Sviluppo * Pietro Raitano Direttore Rivista Altreconomia
Modera Laura Guglielmi Direttora Mentelocale
a seguire ore 22.00 Musica e danze popolari con i Malacreanza
Promuovono: FAIR, coalizione Help Local Trade, Altreconomia e Manitese Genova.
Aderiscono: Ass. Ya Basta Genova, Ass. Amici della Riunda, Ass. Casa di Arturo, Ass. QuartiereinPiazza, Ass. culturale ZetaTi, CSOA Terra di Nessuno

Il Forum per la Sinistra Europea Nodo di Genova ha aderito al Pride nazionale 0

Posted on Giugno 24, 2009 by admin

Pride ‘09, festa per i diritti di tutti!

Si avvicina l’appuntamento del Pride Nazionale di Genova. Una festa per i diritti che si snoderà per la città e coinvolgerà migliaia e migliaia di uomini e donne in quello che si preannuncia come il più grande evento degli ultimi anni nel capoluogo ligure. E’ doveroso esserci. E’, come più volte ripetuto da Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, una “festa per i diritti di tutti” in un Paese in cui spesso, troppo spesso, sono in gioco le libertà individuali e i principi di laicità sanciti dalla nostra Costituzione. A Genova proprio in quei giorni si terrà il Consiglio Nazionale dell’Arci per facilitare la presenza organizzata di tutta l’Associazione. La manifestazione partirà da Piazza del Principe (sotto la Stazione di Principe) alle ore 16/16.30. Dalle ore 13 in quella zona si attesteranno i carri (ad oggi circa 16) che animeranno tutto il corteo. Anche per tutta l’Arci l’appuntamento sarà in Piazza del Principe alle ore 15 e ci ritroveremo all’altezza della Stazione Marittima dove saranno visibili bandiere e striscione. Un gazebo Arci sarà in Piazza De Ferrari, luogo di chiusura del corteo, dove in modo molto visibile - come noi sappiamo fare - distribuiremo il nostro materiale. Il corteo si snoderà per la città attraverso Piazza Acquaverde (stazione Principe), Via Balbi, Piazza della Nunziata, Largo Zecca, Piazza Portello, Piazza Fontane Marose, Via XXV aprile, Via Roma, Piazza Corvetto, Via Santi Giacomo e Filippo, Zona Stazione Brignole, Via Fiume, Via XX settembre e si concluderà in Piazza De Ferrari. Il tutto dovrebbe concludersi entro le ore 20. In piazza De ferrari sono annunciati moltissimi ospiti. Gli eventi si concluderanno alla Fiera di Genova presso il nuovissimo padiglione BLU con la festa Keep On Loving dalle ore 23 in poi.

Da Arci Genova

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