Nuova economia, ambiente, lavoro, diritti

Genova, 2 marzo 2012 ore 17.00

Salone di rappresentanza Palazzo Tursi Genova, via Garibaldi 9

Nuova economia, ambiente, lavoro, diritti. Costruiamo l’opposizione di sinistra al governo Monti
con Vittorio Agnoletto, Ciro Pesacane

Ripubblicizzazione del servizio idrico a Parigi. Un’opportunità per l’Italia e Genova

“Ripubblicizzazione del servizio idrico a Parigi Un’opportunità per l’Italia e Genova”

Genova, 17 febbraio 2012 ore 17.00
Salone di rappresentanza Palazzo Tursi Genova, via Garibaldi 9

Coordina Antonio Bruno, Consigliere comunale di Genova, attivo nel movimento per l’acqua pubblica

Intervengono

Anne Le Strat, vice Sindaco di Parigi, Presidente del Consigli odi Amministrazione “Eau de Paris”
Marta Vincenzi, Sindaco di Genova
Carlo Senesi , assessore comunale con relazione con la società Iride - relazioni con l’ATO - Attività per la riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo
Emilio Molinari, rappresentante del Forum Italiano per l’acqua
Manuela Cappello, Consigliere comunale di Genova, attiva nel movimento per l’acqua pubblica
Massimo Gatti, consigliere d’amministrazione di Amiacque - Milano
Paolo Perfigli, assessore della Provincia di Genova, con delega alle politiche dell’acqua
Cristiano Nattero, rappresentante del Forum per l’acqua di Genova
Un rappresentante di Banca Etica
Luca Dallorto, Consigliere comunale di Genova, membro della Fondazione Amga

La Gronda, Pegli e la Val Varenna

La Gronda, Pegli e la Val Varenna:

IL TRACCIATO, I PERICOLI, I CANTIERI, TUTTI GLI SCEMPI DEL PROGETTO UFFICIALE ILLUSTRATO IN DETTAGLIO

MERCOLEDI 8 FEBBRAIO 2012
Sala ex Consiglio di Circoscrizione di Pegli, via Pallavicini
Ore 21:00
Proiezione di un breve filmato sul tracciato illustrato dall’ing. Mauro Solari (esperto politiche ambientali)

Di seguito interverranno:
Antonio Bruno, capogruppo Prc-Se/Fds Comune di Genova
Rosa Morle’, assessore Municipio VII Ponente

Genova Erzelli, pacco, pacchetto, contropaccotto

GENOVA ERZELLI PACCO PACCHETTO CONTROPACCOTTO

Della vicenda Erzelli ho avuto modo di occuparmi da tempi lontanissimi, dagli anni novanta quando complice una opzione non esercitata dalla Amministrazione Comunale un imprenditore di primo piano della logistica genovese allora in consiglio comunale in qualità di rappresentante del Psi ( e quindi in maggioranza ) si aggiudico’ l’area per un pugno di mosche salvo poi rivenderla ( dopo un utilizzo molto redditizzio per i suoi traffici ) per una barcata di miliardi. E li c’è il pacco…. non si capisce perchè i numerosi intelligentoni presenti in maggioranza non abbiano pensato di fare la stessa cosa con un profitto per il pubblico…..
La seconda puntata è stata più recente, la conferenza stampa dell’Architetto Piano contornato da tutti i maggiorenti della città che parlava di una restituzione al ponente, lui aveva concorso per parte sua alla progettazione di case in zona, case popolari certamente belle ma ahime’ prive di acqua corrente che ( in seguito ) i proprietari si son dovuti occupare di procurarsi a loro spese.In quella intervista si parlava nell’ordine di un grande polo scientifico pubblico privato , di oltre 10.000 occupati, di un parco di grandi dimensioni, più grande della somma dei parchi di Nervi che i costruttori avrebbero “regalato” alla città. Le perplessità non erano solo mie visto che il pacchetto è durato ben poco e lo stesso architetto Piano se ne è andato togliendo la sua firma ( e la sua garanzia di qualità ) ad un progetto che ha definito di casette a schiera.( io pacchetto ).
Ma il bello deve ancora venire. il contropaccotto è tutto nelle recenti evidenze documentali. Il progetto non è mai arrivato a Roma. Su quali basi i vari ministri , i politici nostrani, gli imprenditori, i dirigenti dell’università pensano che vengano erogati soldi pubblici? Forse perche’ sono amici, forse perchè il nuovo ministro ha fatto una operazione simile quando era rettore al Politecnico di Torino? Come puo’ un ente pubblico statale deliberare e promettere centinaia di milioni di euri pubblici senza neanche un progetto definitivo approvato? E già, il progetto definitivo approvato è nella mente di tutti, ma tutti lo pensano in maniera diversa, tantè che il Comune nel progetto definitivo di Puc approvato a dicembre 2011 non ha inserito i vincoli di destinazione delle aree, l’assetto urbanistico è di necessità molto indeterminato, non ci sono le strade, non ci sono le vie d’accesso, non si vede neanche l’area già edificata, non c’è un’analisi dello stato di fatto dell’uso del suolo al momento della redazione e votazione del Puc.
Se poi uno volesse perdere un po’ di tempo e andasse a vedere vedrebbe una immensa colata di cemento dove lo spazio verde sarà , nel migliore dei casi ” di copertura” e di alberi piantati non c’è manco l’ombra.
In piu’ si deve aggiungere la questione dei costi. I conti della facoltà di ingegnieria non tornano, non bastano gli stanziamenti previsti si rischia il tracollo come già avvenuto per la facoltà di Scienze della formazione e di Scienze Politiche, i valori di carico dei palazzi di Albaro di proprietà sono vistosamente sovradimensionati ( pre bolla, pre crisi ) e comunque nessuno li vuol comprare. Non si capisce come gli studenti e tutti gli altri frequentatori possano arrivare agli erzelli visto che le strade non ci sono i bus amt vista la situazione non si puo’ prevedere che garantiranno granchè, la cremagliera prevista da Sestri bassa all’ingresso della facoltà è stata eliminata.
Se poi parliamo dei privati incominciamo subito a dire che i 10.000 posti promessi sono una fantasia adatta per vendere pacchi e contropacchi. L’unica azienda che andrà passerà da un’area in parte di proprietà e in parte in affitto a un’area solo in affitto, la ricerca la sta spostando in altri siti, non certo ad Erzelli, e comunque per questa operazione riceverebbe un bel pacco di milioni come incentivo. L’altra azienda che ha gia’ cominciato a licenziare i dipendenti precari e prevede un corposo esubero , si trasferirà, ma solo dopo che verra’ approvata una variante di destinazione d’uso delle proprie aree per residenze e servizi - leggi supermercati - .Anche lei andrà in affitto, bella dimagrita e coi soldi che aveva si è comprata la sede a Firenze, il che non è molto rassicurante per i lavoratori genovesi.
Inesausti di propaganda si continua a farneticare di trasferimenti eccellenti dall’itt al cnr senza assolutamente dire dove si possono trovare le decine di milioni di euro pubblici necessari.
Insomma al ponente non viene garantita nessuna restituzione, si garantisce un nuovo insediamento collinare ( come previsto da Piano ) con un pesantissimo impatto urbanistico su tutta l’area a monte e a mare, un muro di cemento che stringera’ sestri da ovest , in attesa di quello previsto a est col ribaltamento italcantieri, l’edificazione alle Fonderie di Multedo , al posto dei serbatoi di Multedo e altro. La Stalingrado d’Italia passa dal ferro delle sue officine al cemento delle sue costruzioni. Bel guadagno o contropaccotto?

Andrea Agostini

PRESIDIO in piazza De Ferrari NO DEBITO - NO MONTI

NO DEBITO - NO MONTI
Venerdì 20 gennaio - ore 17.30
PRESIDIO in piazza De Ferrari

Anche a Genova, come in tante città italiane, il 20 e il 21 gennaio è indetto il “No Debito Day”, che segnerà la partenza dell’iniziativa per richiedere la petizione / referendum contro i diktat della Banca Centrale Europea (BCE) e il pareggio di bilancio in Costituzione, votato in Italia da tutte le forze politiche oggi presenti in Parlamento.
NOI CI RIFIUTIAMO DI PAGARE IL LORO DEBITO, PERCHE’ ABBIAMO SOLO CREDITI
Il debito pubblico che ci stanno facendo pagare è stato creato dall’enorme evasione fiscale, dalle incredibili spese per cacciabombardieri e missioni di guerra, dal finanziamento di grandi opere inutili e distruttive per l’ambiente, dai privilegi fiscali concessi ai grandi patrimoni, ai profitti e alle rendite. Tutto questo noi lo paghiamo da 20 anni. I salari italiani sono precipitati al 26° posto fra i 30 paesi dell’OCSE, il diritto alla pensione è stato vanificato per i giovani nonostante i conti dell’INPS siano in attivo crescente dal 1998, i diritti del lavoro sono stati riportati indietro di 60 anni. I servizi sociali, la sanità, la scuola sono stati sottoposti a continui tagli.
ORA BASTA, PAGHI CHI HA PRODOTTO IL DEBITO!
Impediamo al governo Monti di continuare a fare danni. Esso, applicando le direttive della BCE, sta percorrendo la strada che ha portato all’annientamento sociale del popolo greco. E Monti dà assoluta garanzia di essere, come sempre, dalla parte delle banche. Peccato che la BCE, da lui così venerata, sia la principale responsabile della crisi europea!
Il governo Monti è il peggiore possibile per lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati, perché può portare a termine il percorso di attacchi a salari, pensioni, servizi sociali e ai diritti del lavoro, alla qualità della vita della stragrande maggioranza delle persone. Esso non dovrà affrontare nessun giudizio elettorale, è politicamente irresponsabile e, quindi, pericolosissimo! Tanto più che il connubio PDL - PD (malamente nascosto dalle baruffe da ballatoio) gli garantisce non solo una stabile maggioranza in parlamento, ma anche una battente propaganda favorevole da parte di tutti i mezzi di (dis)informazione di massa.
La “fase uno” è stata caratterizzata da pesanti tagli a lavoro, pensioni e servizi per pagare il debito causato dalle politiche liberiste. La “fase due” ricicla gli eterni miti delle liberalizzazioni e privatizzazioni, nonostante finora abbiano prodotto solo rincari di tariffe e prezzi e peggioramento dei servizi. Vogliono privatizzare l’acqua contro il voto di 27 milioni di cittadini, vogliono privatizzare tutti i servizi pubblici locali nonostante fallimenti come quello dell’AMT a Genova. E, sostenendo di “favorire” l’occupazione giovanile, propongono un nuovo tipo di contratto che prevede 3 anni di prova, durante i quali i lavoratori saranno totalmente in balia del padrone.
Il Comitato No Debito si propone l’obiettivo di costruire un movimento di resistenza contro il pagamento del debito, contro le misure antipopolari e di distruzione di quanto resta dello stato sociale e contro ogni attentato alla democrazia e ai diritti. E’ indispensabile costruire una forte opposizione sociale e politica a questo governo: il Comitato No Debito sostiene pertanto le diverse scadenze di lotta già programmate, lo sciopero generale promosso da USB e altri sindacati di base il 27 gennaio, la manifestazione nazionale a Roma l’11 febbraio promossa dalla FIOM per il lavoro, la democrazia e la riconquista del contratto nazionale, la proposta di una manifestazione nazionale “Occupiamo Piazza Affari” a Milano il 10 marzo.
Il Comitato No Debito è un movimento nazionale che raccoglie militanti singoli e soggetti collettivi e organizzati, politici e sociali. Aderisci anche tu a questa lotta.

COMITATO NO DEBITO - GENOVA
www.nodebito.it
nodebitogenova@gmail.com

Istanza presentata da Antonio Bruno (prc-se), Manuela Cappello (gruppo misto) e Luca Dallorto (verdi) per la revoca del permesso a costruire in via Imperiale

Alla Sindaco di Genova

Oggetto: URGENTE decadenza permesso di costruire per la realizzazione di parcheggio e sistemazione a verde ed aree sportive in via Imperiale civico 41 (provv. 1023 del 5.12.2011)

La presente per segnalarLe la necessità di accertare la decadenza del permesso di costruire per la realizzazione di parcheggio e sistemazione a verde ed aree sportive in via Imperiale civico 41 (provv. 1023, 5.12.2011; progetto n.: P-4467/2008) in quanto in contrasto con il PUC approvato (art. 17 norme generali) dal Consiglio Comunale il 7 dicembre scorso.

Il permesso a costruire citato infatti recita:

“L’entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche con le quali il permesso di costruire sia in contrasto, comporta la decadenza del permesso a costruire, salvo che i lavori siano stati iniziati…”

Il progetto in questione d’altra parte insiste in un’area verde con assetto naturale significativo e non impermeabilizzata e prevede la costruzione di 98 box privati immessi prevalentemente sul mercato libero (non pertinenziali).

Il PUC approvato dal Consiglio Comunale il 7.12.2011 esclude nelle Norme tecniche la possibilità di realizzare parcheggi in aree verdi (strutturate, con asseti agricoli o naturali significativi o con accentuata pendenza - superiore al 50%) e/o in aree non impermeabilizzate, tranne per i soli parcheggi pertinenziali, per i quali, limitatamente alle quote minime prescritte, si dovrà far uso di aree già impermeabilizzate solo in caso di disponibilità.

Da tutto quanto sopra esposto emerge chiaramente la urgente necessità di accertare l’immediata efficacia della clausola di decadenza, sopra
riportata, del permesso di costruire in questione.

Ad ogni buon fine segnaliamo altresì come le relazioni geologiche non tengano adeguatamente conto della presenza di rii esondati nell’alluvione del 4
novembre scorso, uno dei quali scende in salita Arzani, mentre l’altro scorre nel giardino del civico 15 di via Marina di Robilant.

Le relazioni vegetazionali, infine, si concentrano a considerare la tutela di alberature con diametro superiore a 50 cm, mentre il regolamento per la tutela del verde approvato dal Consiglio Comunale prevede la tutela di alberature di alto fusto già a partire da un diametro di 40 cm.

Rimanendo in attesa di un cortese ed urgente riscontro alla presente istanza, salutiamo cordialmente.

Antonio Bruno, Manuela Cappello, Luca Dallorto

AMT: per coprire i buchi non si chiedono corsie riservate !!

Il presidente Amt Martinetto, durante i lavori del consiglio comunale sulla questione AMT, ha sottolineato come le manovre degli ultimi governi portino a un buco di 38 milioni di euro.
Ha elencato le iniziative che si potrebbero intraprendere, ma ha completamente dimenticato una politica di aumento dell’utenza.
Eppure non sarebbe impossibile: il Comune di Genova potrebbe attuare le corsie riservate al trasporto pubblico gia’ progettate ma mai fatte !!!
Questa dimenticanza dimostra una politica miope, ormai rassegnata alla svendita verso gli “squali” privati.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

Incontro con Paolo Ferrero - Genova, 11/1/2012



AMT: storia di un golpe contro gli italiani

Nella discussione in consiglio comunale sulla situazione AMT emerge con chiarezza le caratteristiche del Golpe che i Governi stanno attuando contro l’esito referendario del 13 giugno scorso.
Lo stesso decreto legge sulle liberalizzazioni sembra vada nel senso di obbligare le gare per il servizio pubblico, in particolare quello del trasporto pubblico.
Questo e’ esattamente quello che la maggioranza degli italiani ha cancellato con il voto ai referendum dell’anno scorso.
E’ necessario che le forze sociali e politiche si attivino per scongiurare questa prospettiva.
Anche perche’ andare verso la privatizzazione del trasporto pubblico portera’ inevitabilmente l’aumento delle tariffe, la diminuzione delle tutele dei lavoratori e la cancellazione delle linee considerate residuali dal punto di vista economico (collinari, ferrovia genova casella, nave bus) ma importanti anche loro per un sistema di trasporto pubblico integrato.
Esperienze gia’ vissute in altri paesi dove questi procedimenti sono stati fatti come in Inghilterra, laddove, a fronte di un servizio importante a Londra, si fa esperienza di un disastro nelle periferie dell’”impero”.

Antonio Bruno, capogruppo consiliare PRC - SE Comune Genova

Dopo l’alluvione e il PUC sospendere la costruzione del parcheggio di v. Marina di Robilant

Oggetto: interrogazione a risposta scritta

Il Sottoscritto Consigliere,

premesso che e’ stato emesso il permesso a costruire per un silos, in parte in struttura, di 98 box per un totale di 5500 metri quadri, di cui 2000 impermeabilizzati nell’area antistante i i civici dal numero 11 al numero 19 di via Marina di Robilant, tra salita Vecchia Nostra Signora del Monte e via Imperiale (gia’ detto bosco del Fassicomo).

Considerato che tale intervento appare in aperta contraddizione con il Piano Urbanistico Comunale, laddove si esclude la costruzione di parcheggi privati in aree non impermeabilizzate;

Tenuto conto che si andrebbe ad insistere su una zona già eccessivamente edificata dove il bosco del Fassicomo è l’unica area ancora verde e non edificata;

Considerato altresi’ che tale intervento appare inopportuno alla luce dei recenti fatti alluvionali del 4 novembre in cui il quartiere di San Fruttuoso è stato coinvolto e, in particolare i rii esondati nell’ultima alluvione (uno scende in salita Arzani, uno passa nel giardino del 15 di Via Marina di Robilant) non vengono menzionati nella documentazione;

sottolineato come nell’area siano presenti diverse alberature di alto fusto dal diametro superiore ai 40 cm, limite per il quale interviene il Regolamento per la Tutela del Verde, recentemente approvato dal Consiglio Comunale, mentre le relazioni allegate al progetto si limitano a considerare le alberature con diametro superiore a 50 cm;

sottolineato inoltre come l’accessibilita’ ai box non sia ageovole, in quanto,l’accesso obbligatorio in Via Marina di Robilant e’ reso problematico se non impossibile dal fatto che l’ultimo tratto di detta via è privato e il necessario passaggio da salita Vecchia N.S. del Monte (che non è citato nel provvedimento) è impossibile, vista la pendenza (maggiore del 23%) ed il fatto che è strada con lastricato e con passaggio limitato ai residenti.

Interroga la S.V. per conoscere se non sia opportuno sospendere il permesso a costruire e approfondire le tematiche sopra esposte.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova